Pillole di SpiritualiTà
Nostro Signore si occupa di ciascuna anima con tanto amore, quasi fosse la sola ad esistere. (Santa Teresa di Gesù Bambino)
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di Katia Petrucci
L’ 11 febbraio ricorre la Giornata mondiale del malato: è un giorno di preghiera e di riflessione per tutta la Chiesa. Fu istituita il 13 maggio 1992 da papa Giovanni Paolo II. Questa giornata è associata alla Memoria liturgica della Madonna di Lourdes, un luogo “simbolo” dove migliaia di fedeli si recano ogni anno per chiedere la grazia della guarigione fisica e non solo. Una giornata, per tutti i credenti, che rappresenta “un momento speciale di preghiera e di condivisione, di offerta della sofferenza”.
In questa significativa ricorrenza la Chiesa offre l’occasione ai malati e agli anziani di ricevere il sacramento dell’Unione degli Infermi. Noi, della Parrocchia “Sacra Famiglia” di “Villa Troili” abbiamo, quindi, deciso di dedicare questa giornata così significativa ai nostri “vecchietti”, offrendo loro anche un momento di svago e di festa. Tra frappe e castagnole, canti e giochi a squadre, che gioia e che passione!!!
Loro sono un po' come i bambini: si meravigliano, si mettono in gioco, litigano per una ricetta ma, un secondo dopo, si commuovono per una canzone, ricordano perfettamente sapori, colori, odori di un tempo passato. In un’epoca di spasmodica ricerca della formula dell’eterna giovinezza, non ci rendiamo conto che la vera immortalità è racchiusa nei nostri nonni, nell'esperienza tramandata di generazione in generazione, in una memoria dal valore inestimabile da custodire gelosamente: un pomeriggio insieme a loro, un inno alla vita!
E poi, nella consapevolezza e nella condivisione della fragilità umana di un tempo che è passato, tutti insieme in Chiesa per affidare alla Vergine Maria la propria e altrui sofferenza.
“La vecchiaia non è un tempo inutile in cui farci da parte tirando i remi in barca, ma una stagione in cui portare ancora frutti: c’è una missione nuova che ci attende e ci invita a rivolgere lo sguardo al futuro. «La speciale sensibilità di noi vecchi, dell’età anziana per le attenzioni, i pensieri e gli affetti che ci rendono umani, dovrebbe ridiventare una vocazione di tanti. E sarà una scelta d’amore degli anziani verso le nuove generazioni». È il nostro contributo alla rivoluzione della tenerezza, una rivoluzione spirituale e disarmata di cui invito voi, cari nonni e anziani, a diventare protagonisti.” (Papa Francesco, omelia 24 luglio 2022)
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