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CONVEGNO GENERALE DELLA FCIM

UN MODO DIVERSO DI SEGUIRE CRISTO

di Teresa Ales

Rendo grazie al Buon Dio per avermi concesso la possibilità di partecipare al Convegno Generale della Famiglia del Cuore Immacolato di Maria – di cui faccio parte dal 2018 – tenutosi a Sacrofano (Roma) dal 19 al 21 aprile 2024. Un evento importante, che ci contraddistingue rispetto ad altre realtà ecclesiali, perché vede impegnati laici, Religiosi e Religiose delle diverse comunità del Movimento, provenienti da tutte le parti del mondo.

Non avevo idea di cosa si trattasse, fino al giorno in cui ho potuto appurarlo in prima persona e dare testimonianza di quanto realmente vissuto.

 Sono arrivata con il mio gruppo (dall’Opera Nostra Signora di Fatima di Birgi) venerdì 19 aprile, nel tardo pomeriggio. Non nego che, al mio arrivo, nel momento in cui sono scesa dal bus, ho provato un senso di smarrimento, di disagio nel vedere tante persone che ci aspettavano fuori. Mi sono chiesta che cosa ci facessi lì, perché non conoscevo nessuno. Ma, da quella sensazione di smarrimento, alla gioia di trovarmi in quel luogo, il passo fu breve. L’accoglienza, l‘ospitalità amorevole con cui siamo stati ricevuti dai Servi e dalle Serve del Cuore Immacolato di Maria, ha permesso che mi mettessi a mio agio, che non mi sentissi un’estranea, ma al contrario che mi sentissi “in famiglia”. Proprio così! Ritrovarsi catapultati in mezzo a centinaia di volti, che non hai mai visto prima di allora, e paradossalmente sentirsi “in famiglia”.

È questa la bellezza del movimento della FCIM, fortemente voluta dal Fondatore, un Movimento di aggregazione di diverse comunità che abbracciano lo stesso carisma: il senso, lo spirito di famiglia, con lo sguardo rivolto a Maria; e, per mezzo del Suo Cuore Immacolato, portare Cristo al mondo.

Ciò che mi ha colpito, durante la permanenza al Convegno, è incrociare negli occhi di chi mi guardava la solarità e la letizia che solo la Fede in Gesù Cristo può donare. Incontrare persone di fede che si interessano a me, che vivono questo spirito di appartenenza, mi ha fatto percepire una dimensione più profonda della Chiesa. Partecipare al Convegno non è stata solo un’occasione per incontrare gente e fare esperienza di nuove amicizie, ma mi ha permesso di incontrare Gesù in modo nuovo e diverso, attraverso lo sguardo di chi mi è stato accanto. Il carisma, trasmesso dal nostro Fondatore, ci rende parte di una Famiglia Spirituale.

Nonostante all’interno di ogni comunità si vivano delle dinamiche differenti, si incontrino delle difficoltà, incomprensioni, purtroppo anche forme di gelosia, il ritrovarsi in un momento così importante annulla ogni forma di male, perché l’unico fine comune è quello di stare bene assieme in Cristo, per Cristo e con Cristo.

Il Convegno, oltre a essere occasione di fraternità, è stato anche un momento di grande formazione. In questi tre giorni si sono alternati diversi relatori, che hanno trattato temi sulla vocazione matrimoniale, sulla nascita dei Movimenti ecclesiali, sull’immagine pellegrina di Nostra Signora di Fatima: tutti elementi importanti per la nostra crescita personale, per rimanere radicati nell’Amore di Dio e vivere la nostra identità carismatica/missionaria in modo integrale.

Grazie al Convegno, ho avuto modo di rivedere Servi e Serve del Cuore Immacolato di Maria che hanno operato nella mia comunità. È stato bello riabbracciare uno dei Padri che mi ha accompagnato durante il “corso affidandi”. A lui, dopo il Buon Dio, devo la mia appartenenza al movimento della FCIM.

Altra occasione di crescita spirituale e personale è stata la condivisione durante i “laboratori”, che si sono tenuti la domenica mattina. Siamo stati divisi in sette gruppi, all’interno dei quali è stata data la possibilità, a ciascun membro che ne facesse parte, di portare la propria esperienza. Ho potuto constatare la naturalezza e la spontaneità con cui ognuno di noi ha messo a nudo se stesso, anche i più timidi (me compresa), senza il timore né l’ansia del giudizio altrui. Ci siamo sentiti liberi di esternare il nostro vissuto, la nostra esperienza senza sentirci inadeguati. Eravamo lì perché chiamati a condividere la nostra fede e a essere missionari, indipendentemente dal nostro “status” sociale. Ecco che cosa ci ha resi e ci rende uguali!

Noi cristiani siamo chiamati a essere “Sale della terra”, a dare testimonianza, attraverso il Cuore Immacolato di Maria dell’Amore di Cristo nel mondo: nel nostro lavoro, in famiglia e nella comunità di appartenenza. Noi cristiani abbiamo una grande responsabilità nei confronti del nostro prossimo. Il modo con cui ci comportiamo, le nostre parole e soprattutto le nostre azioni fanno la differenza, che può essere determinante per la conversione di un’anima.

La mia gratitudine va alla Famiglia del Cuore Immacolato di Maria e il mio augurio è che il nostro Movimento possa attirare sempre più anime, mosse da un sincero spirito caritatevole e misericordioso verso il prossimo.

Buon cammino a tutti!

 

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