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IL GIUBILEO DEI MOVIMENTI

Famiglia, Comunione, Riparazione

di Marilda Zonarelli

Il “Giubileo dei Movimenti” è un momento che ci fornisce un’altra occasione preziosa per riflettere sul significato dell’appartenenza alla Famiglia del Cuore Immacolato di Maria e per ripensare al percorso fatto dal momento in cui lo Spirito Santo ha suscitato in noi l’intenzione di vivere questa spiritualità.

Mi viene subito in mente una delle prime riflessioni cui siamo stati invitati: nella definizione stessa di FCIM si racchiudono gli elementi principali del nostro Carisma.

“Famiglia”: emerge immediatamente l’aspetto comunitario del nostro Movimento. I modelli di questa comunione sono i tre Pastorelli di Fatima, ognuno di loro con il proprio carattere, le proprie attitudini spirituali e con diverse modalità con cui potevano vedere / sentire / parlare con la Madonna. “Obbligati” quindi alla condivisione, altro elemento fondamentale che troviamo nel nostro cammino per vivere insieme questa spiritualità di preghiera e di riparazione. Questo ulteriore aspetto lo troviamo nel “Cuore Immacolato di Maria”, insieme al nostro Carisma Mariano. Riparazione, con il suo triplice aspetto di consolare i Cuori di Gesù e di Maria offesi dal peccato, assomigliare sempre più a Gesù stesso e ottenere la nostra conversione e quella dei peccatori: tanto più offriamo in riparazione, tanto più riusciamo a consolare il cuore di Maria e di Gesù e a favorire la conversione dei peccatori e la nostra stessa conversione.

Così scopriamo che il Signore, oltre a chiamarci ad essere Santi, ci chiama ad esserlo in questa realtà che abbiamo incontrato ad un certo punto della nostra vita. La sensazione immediata è che ci si sente parte di qualcosa di più grande, di una famiglia spirituale che offre sostegno e comprensione.

Quello della comunione è senza dubbio il punto di forza del Movimento e, proprio per questo, può essere anche quello in cui più si insinua il “nemico”. Siamo chiamati alla fraternità e per tutti noi rappresenta un punto fondamentale e fragile, in cui il Signore interviene per renderlo forte. All’interno della nostra comunità si sviluppano relazioni significative che possono essere fonte di gioia, ma anche di sfida e crescita spirituale. Mentre si moltiplicano le occasioni di comunione, sento crescere questo senso di identità condivisa, di appartenenza, e le relazioni con coloro con cui cammino diventano sempre più significative. Anche nei momenti di maggiore prova ho scoperto e continuo ad aver conferma del fatto che posso sempre contare sull’affetto ed il sostegno dei religiosi e dei laici del Movimento. Ho avuto la grazia di essere circondata dall’amore di tanti amici in vari ambiti, ma il sostegno che ricevo da tutti gli appartenenti al movimento è imparagonabile; è tenuto insieme e mosso da quanto di più grande ci può unire e guidare. Ad oggi so per certo che posso sempre contare sul sostegno e supporto dei miei fratelli della FCIM.

E mentre procediamo e cresciamo nel cammino ci rendiamo sempre più conto che è un impegno che va anche oltre, che implica un coinvolgimento attivo nella vita del gruppo, per contribuire alla sua crescita e alla diffusione del messaggio, attraverso testimonianze ed opere di evangelizzazione. Si chiama “Movimento” non a caso: ci mettiamo in movimento con l’intenzione principale di stare e portare altri sotto la tenda di Maria, che è il luogo della presenza di Dio. L'appartenenza non è un'adesione passiva, ma richiede un impegno attivo, partecipando ai momenti di preghiera, di meditazione ed in generale alle attività condivise proposte nella vita del Movimento.

In questo Giubileo della Speranza anche il santo Padre ha sottolineato come nella volontà di associarsi, troviamo una caratteristica essenziale: nessuno è cristiano da solo! Siamo parte di un popolo, di un corpo che il Signore ha costituito. La vita cristiana non si vive nell’isolamento, come se fosse un’avventura intellettuale o sentimentale, confinata nella nostra mente e nel nostro cuore. Si vive con gli altri, in un gruppo, in una comunità; perché Cristo risorto si rende presente fra i discepoli riuniti nel suo nome. E la piccola Santa pastorella Giacinta capisce subito che può aiutare Gesù, che può partecipare al mistero della redenzione, pregando e facendo sacrifici ed offerte per i peccatori.

Prego i Santi Pastorelli ed il Cuore Immacolato di Maria per comprendere e sperimentare a fondo che siamo un corpo solo e che possiamo fare anche per l’altro, che anche noi possiamo collaborare alla redenzione ed essere partecipi di questo grande meraviglioso mistero.

 

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