Pillole di SpiritualiTà
A un solo cenno della volontà del Verbo di Dio, tutte le cose furono così bene organizzate, che ciascuna opera ciò che le è proprio per natura e tutte insieme si muovono in un ordine perfetto. (sant'Atanasio)
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Meditando i misteri luminosi consoliamo il Cuore Immacolato di Maria
PRIMO MISTERO: Gesù è battezzato nel Giordano
“Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! … Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di Lui… colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: «Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è Lui che battezza nello Spirito Santo»” (Gv 1,28-33). Giovanni il Battista riconosce in Gesù l’Agnello di Dio che porta su di sé i peccati del mondo. Egli riconosce nell’Uomo che ha davanti il Figlio di Dio venuto a battezzare con la potenza dello Spirito Santo. Anche noi, come S. Giovanni, possiamo riconoscere la presenza di Gesù accanto a noi se ci mettiamo in ascolto dello Spirito Santo e sappiamo essere docili alle Sue ispirazioni. È necessario, però, imparare a fare silenzio nel nostro cuore; altrimenti, non riusciremo a sentire la voce dello Spirito Santo. È importante rimanere alla presenza di Dio durante la giornata e non pensare a Lui soltanto per le preghiere del mattino e della sera. È importante vivere in grazia di Dio, perché lo Spirito non può entrare in un cuore che non è Tempio di Dio, ma ricolmo delle cose del mondo. Solo chi ha un cuore puro, infatti, può vedere Dio. Solo chi ha un cuore puro ama davvero Dio e, di conseguenza, ama anche chi ha accanto. Solo chi ha un cuore puro diventa, come Giovanni il Battista, testimone dell’Amore di Dio e luce che porta a Dio per tutti coloro che incontra. Anche i tre Pastorelli, dopo le Apparizioni, sono diventati dei piccoli Giovanni Battista che hanno diffuso nel mondo, con la testimonianza della loro vita, il Messaggio di misericordia che la Madonna è venuta a portarci a Fatima. E anche noi siamo chiamati a diventare testimoni di Gesù, con la nostra vita vissuta secondo il Vangelo, lì dove siamo: in casa, sul lavoro, a scuola… Testimoni che portano tante anime a Dio attraverso il Cuore Immacolato di Maria SS.ma.
SECONDO MISTERO: Gesù compie il primo miracolo alle nozze di Cana
“Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». Vi erano là sei giare di pietra… Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare» e le riempirono fino all'orlo” (Gv 2,3-7). “Fate quello che vi dirà” chiede la Madonna ai servi di Cana. Sono le ultime parole pronunciate da Maria SS.ma nel Vangelo, parole che tornerà a ripetere, però, lungo i secoli, in tante delle Sue apparizioni. La Madonna, infatti, quando appare, lo fa perché ci invita a tornare di nuovo a Gesù, ad ascoltare quello che Lui ci dice. Ma ci chiede anche di mettere in pratica i Suoi insegnamenti, di vivere il Vangelo così come anche Lei l’ha vissuto. I servi di Cana, ascoltando Gesù, riempiono le sei anfore di acqua. E Gesù, proprio grazie alla loro fede e alla loro pronta obbedienza, può compiere il miracolo e trasformare l’acqua in vino, il più buono. Anche i nostri cuori sono anfore da riempire con l’Acqua viva che è il Vangelo, perché anche nella nostra vita possa sgorgare il vino buono della Vita di Cristo. Gesù, infatti, è venuto per darci la Vita, quella vera. Egli ci chiede di offrirGli l’acqua delle nostre fragilità, dei nostri dolori, delle nostre fatiche, perché Lui possa trasformarla nel vino buono della redenzione delle anime. A Fatima, la Madonna ci chiede di convertirci; ci chiede, cioè, di tornare ad ascoltare Gesù, ci invita anche a offrirci per la salvezza dei poveri peccatori e per consolare il Cuore di Dio. Ascoltiamo questo Suo invito materno e mettiamoci – anche noi, come i servi di Cana – al Suo servizio, perché Ella possa trovare in noi dei cuori pronti a fare tutto quello che Gesù ci dirà.
TERZO MISTERO: Gesù annuncia il Regno di Dio e invita alla conversione
“Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea… mentre gettavano le reti in mare... Gesù disse loro: “Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini”. E subito, lasciate le reti, lo seguirono” (Mc 1, 14-18). Simone e Andrea subito lasciano le reti e seguono Gesù. Così come, a Fatima, i tre Pastorelli, non appena la Madonna chiede loro di offrirsi per la salvezza dei poveri peccatori, subito dicono il loro: “Sì, lo vogliamo!” Quanta fatica, invece, facciamo noi a seguire Gesù, a deciderci per il bene, a lasciare le reti che ci tengono attaccati a tutto ciò che non ci porta a Dio. Quante condizioni poniamo prima di dire il nostro sì, quanti limiti mettiamo e non ci rendiamo conto che, così facendo, stiamo solo impedendo a Dio di riversare su di noi tutte quelle grazie che Lui ci avrebbe altrimenti elargito. E la nostra vita scorre così, nella mediocrità di giorni che si susseguono uguali, uno dopo l’altro. Ma “non si può rimanere inerti. È necessario avanzare verso la meta indicata da san Paolo: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me». D'altronde non c'è altra strada se si desidera essere coerenti con la vita divina che Dio stesso, mediante il battesimo, ha fatto nascere nelle nostre anime. Andare avanti significa progredire in santità. Il fuoco dell'amore di Dio ha bisogno di essere alimentato, di crescere ogni giorno, di gettare profonde radici nell'anima. Ma il fuoco si mantiene vivo a condizione di bruciare cose sempre nuove. Cresce la mia fedeltà a Cristo, il mio desiderio di santità? Cresce la generosità apostolica nella mia vita di ogni giorno, nel mio lavoro ordinario, fra i miei colleghi? È necessaria una nuova trasformazione perché Cristo viva in noi, perché la sua immagine si rifletta limpidamente nella nostra condotta” (S. J. M. Escrivá).
QUARTO MISTERO: Gesù si trasfigura sul monte Tabor
“Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro... Pietro prese allora la parola e disse a Gesù: «Signore, è bello per noi restare qui; se vuoi, farò qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia» … Ed ecco una voce che diceva: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo»” (Gv 17,1-5). Riusciamo anche noi, come Pietro, a sperimentare la bellezza di stare con Gesù, presente nel SS. Sacramento? Riusciamo, non solo la domenica, a dedicare qualche tempo a Gesù, facendoGli una visita nella Chiesa del nostro paese o dove ci troviamo a passare? Quante volte Gesù è lasciato solo nei Tabernacoli di tante Chiese, senza che nessuno vada mai a trovarLo, a farGli un po’ di compagnia! Eppure, lì c’è un miracolo ben più grande della Trasfigurazione. Lì c’è un Dio, nascosto sotto le specie del pane e del vino, ma è pur sempre Dio. Quante grazie, quante consolazioni Lui vorrebbe elargire alle nostre anime… ma non può, perché noi non siamo lì pronti a riceverle. Se non siamo in peccato mortale e se periodicamente ci confessiamo, perché privarci della grazia di poter fare la S. Comunione con la scusa che non ci sentiamo di farla? Ma è proprio perché siamo piccoli e deboli che ci dobbiamo accostare all’Eucaristia. È proprio perché da soli non facciamo nulla di buono che dobbiamo permettere a Dio di venire nel nostro cuore e di trasfigurare la nostra vita. Come lo avevano capito bene, invece, Francesco e Giacinta di Fatima, che, dopo aver ricevuto la S. Comunione dall’Angelo, non vedevano l’ora di poter accostarsi di nuovo a questo Sacramento!
QUINTO MISTERO: Gesù istituisce la SS. Eucaristia
“Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati” (Mt 26,26-28). Quanto è grande l’Amore di Dio per noi; quanto è infinita la Sua Misericordia. E quanto noi siamo preziosi ai Suoi occhi se noi valiamo tutto il Sangue di un Dio. "Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili come l’argento e l’oro, foste riscattati dalla vostra vuota condotta, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di un agnello senza difetti e senza macchia" (1Pt 1,18-19). Ecco perché il Sangue di Gesù, versato sulla Croce, non è solo un ricordo del passato che ci rievoca quanto Gesù abbia sofferto per noi, ma è ancora oggi sorgente viva ed efficace di salvezza, che intercede continuamente dal Padre grazia e misericordia sulle nostre anime. Gesù vuole che ancora oggi quel Sangue continui a lavare le nostre anime per ottenerci la salvezza eterna. Egli vuole che il Suo Corpo e il Suo Sangue continuino ad essere il nostro Cibo per giungere alla vita eterna. Non dobbiamo mai smettere di attingere alla Grazia che scaturisce da questo Sangue attraverso i Sacramenti, e, in particolare quelli della Confessione e dell’Eucaristia. E tutti abbiamo bisogno di ricevere grazia e misericordia. Tutti, quindi, abbiamo necessità di accostarci a questi Sacramenti, per ricevere il perdono di Dio, per nutrirci del Suo Corpo e del Suo Sangue e per accrescere la nostra comunione con Lui.
XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – 19 luglio 2026 – ANNO A
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura
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La Rivista ufficiale della
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria
A un solo cenno della volontà del Verbo di Dio, tutte le cose furono così bene organizzate, che ciascuna opera ciò che le è proprio per natura e tutte insieme si muovono in un ordine perfetto. (sant'Atanasio)