Pillole di SpiritualiTà
Nostro Signore si occupa di ciascuna anima con tanto amore, quasi fosse la sola ad esistere. (Santa Teresa di Gesù Bambino)
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"UNA GRATA SPALANCATA SUL MONDO"
di Marco Perrone
Giuseppina Catanea (Suor Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso) nacque il 18 febbraio 1894 a Napoli, in Italia, da una nobile famiglia, i marchesi Grimaldi. Chiamata "Pinella" dalla famiglia, fin da piccola dimostrò grande affetto per i poveri e i più bisognosi, donando loro denaro e prendendosi cura di due donne anziane e sole.
La madre e la nonna di Pinella le diedero un buon esempio cristiano. Era particolarmente devota a Nostro Signore nell'Eucaristia e a Maria, pregando spesso il Rosario e, fin da piccola, Pinella sentì forte la chiamata di Gesù a far parte dell'ordine carmelitano.
Terminati gli studi commerciali e superata l'opposizione della madre e dei familiari, il 10 marzo 1918 Giuseppina entrò nella comunità carmelitana di Santa Maria ai Ponti Rossi (Napoli). Da giovane religiosa, imparò ad amare Cristo attraverso la sofferenza, offrendosi come vittima per il bene dei sacerdoti. Accettò il grande dolore fisico come volontà di Dio per lei: fu colpita dalla tubercolosi alla colonna vertebrale, malattia che la paralizzò completamente. Ma fu miracolosamente grazie all'intercessione di San Francesco Saverio, il quale le apparve in sogno. In particolare, ella portò sempre con sé una reliquia dello stesso santo.
Anche se sarebbe stata contenta di vivere in solitudine, quando la notizia della sua guarigione miracolosa si diffuse all'esterno della Comunità, sacerdoti, seminaristi e persone di ogni ceto sociale si recarono ai Ponti Rossi per ricevere da lei consigli e consolazione.
Ricevuto l'abito carmelitano, Giuseppina prese il nome di suor Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso. Il 6 agosto 1932 emise la Professione Solenne secondo la Regola Carmelitana, fino a diventare priora nel 1945.
Il giorno in cui prese l'abito, disse di volersi offrire a Gesù Crocifisso per essere crocifissa con Lui. Soffrì in silenzio ma con gioia e si abbandonò alla volontà di Dio. La sua offerta fu accettata: ella infatti, già nel 1943, aveva iniziato a soffrire di vari disturbi fisici, tra cui la progressiva perdita della vista. Considerava le sue malattie "un dono magnifico" che le permetteva di conformarsi meglio a Cristo Crocifisso. Con spirito allegro, offriva il suo corpo in sacrificio per le anime. Morì a Napoli il 14 marzo 1948.
La vita di sr. Giuseppina è un'esortazione continua ad accettare la volontà di Dio e ci ricorda che le sofferenze non sono fine a loro stesse, ma, se sofferte per Dio e offerte a lui, apportano beneficio a tutta la terra.
Impegniamoci ad accettare continuamente la volontà di Dio, prendendo esempio dalle parole di sr. Giuseppina "Voglio vivere cibandomi della volontà di Dio...Voglio che la mia volontà sia un solo impasto con la volontà di Dio".
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