Pillole di SpiritualiTà
Maria edifica continuamente la Chiesa, la aduna, la mantiene unita. (San Josemaria Escrivà)
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Il “motivo” delle apparizioni mariane
Tratto dal “Maria di Fatima” – n. 4. luglio-agosto
di padre Alberto Rocca icms
Dio accompagna sempre il cammino degli uomini nella storia “parlando con loro come ad amici” (Dei Verbum, 2): “Il Dio personale della Bibbia, [è] capace di parlare all’uomo, di scendere a vivere con lui e di accompagnare il suo cammino nella storia, manifestandosi nel tempo dell’ascolto e della risposta.” (Francesco, Lumen Fidei, 32). È un dialogo in cui Dio ha sempre l’iniziativa e si è compiuto in pienezza con la Redenzione, operata da Gesù Cristo. In esso ha un ruolo del tutto peculiare la figura della Vergine Maria.
Nella Sacra Scrittura leggiamo: “Dopo aver, a più riprese e in più modi, parlato per mezzo dei profeti, Dio «alla fine, nei giorni nostri, ha parlato a noi per mezzo del Figlio»” (Eb 1,1-2) il Verbo eterno, che illumina tutti gli uomini, affinché dimorasse tra gli uomini e spiegasse loro i segreti di Dio (cfr. Gv 1,1-18).” (Dei Verbum 4)
In Cristo il Padre ha detto tutto
Il Verbo eterno fatto carne compie e completa la Rivelazione: Dio è con noi per liberarci dalle tenebre del peccato e della morte e risuscitarci per la vita eterna. A motivo di ciò, «l’economia cristiana, in quanto è Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai e non c’è da aspettarsi alcuna nuova rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo». (CCC 66). Ne consegue che qualsiasi altra manifestazione soprannaturale – tra cui le apparizioni mariane – non può che fondarsi ed esprimere quella pienezza ormai raggiunta in Cristo e contenuta nel Deposito della fede, custodito dalla Chiesa. Lo stesso San Giovanni della Croce, nella Salita al Monte Carmelo, così scrive: “Non è volontà di Dio che l’anima cerchi di ricevere cose distinte
e particolari per via soprannaturale, come visioni, locuzioni, ecc. (...) questo modo di trattare con Dio si usava nella Legge Antica (...) Ma ora, che la Fede è fondata in Cristo e la Legge Evangelica e della Grazia è manifesta, non è più necessario interrogarlo in quella maniera, né che Egli parli e risponda come allora. Questo perché, nel darci Suo Figlio, che è l’unica e sola Sua Parola, in questa sola Parola ci ha detto e rivelato ogni cosa, in una sola volta e per sempre. Chiunque, dunque, adesso volesse chiedere a Dio o cercare visioni o rivelazioni, sembrerebbe fare un torto a Dio, non fissando totalmente gli occhi in Cristo e volendo qualsiasi altra cosa o novità”
Vivere in pienezza il Vangelo
Premesso ciò, è noto che “Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate «private», alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di «migliorare» o di «completare» la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica”. (CCC 67)
Pertanto, ogni approvazione da parte della Chiesa riguardo alle rivelazioni private – come Fatima, Lourdes ecc., nel caso di quelle mariane – garantisce soltanto che dette manifestazioni non contengono nulla di contrario alla dottrina cristiana e che possono essere credute con fede umana. La garanzia del discernimento della Chiesa rende sicuri che quanto propongono non solo non allontana dal Vangelo, ma contiene un aiuto per crederlo e viverlo.
Sono illuminanti, a riguardo, le parole di Giovanni Paolo II, nel suo pellegrinaggio a Fatima, il 13 maggio 1982: “Se la Chiesa ha accolto il messaggio di Fatima è soprattutto perché esso contiene una verità e una chiamata che, nel loro fondamentale
contenuto, sono la verità e la chiamata del Vangelo stesso. ‘Convertitevi (fate penitenza) e credete al Vangelo’ (Mc 1,15), sono queste le prime parole del Messia rivolte all’umanità.”
Il “motivo” delle apparizioni
La prospettiva offerta da Giovanni Paolo II apre alla riflessione sul “motivo fondamentale” delle mariofanie, spesso portatrici di appelli accorati all’umanità attraverso i veggenti: perché, pur avendo tutti i mezzi di salvezza in Cristo, Dio invia
ancora richiami dal Cielo?
Una prima risposta, puramente umana – ma non per questo trascurabile – può porsi nei termini seguenti. Nel tempo, la debolezza umana e le varie situazioni attraversate nel cammino della storia personale e comunitaria esprimono un continuo bisogno di autentica memoria, di richiamo, di nuovo incoraggiamento. Da un punto di vista teologico – senza annullare gli aspetti umani ma, piuttosto, superandoli e trasfigurandoli – si può dire che è lo Spirito Santo a guidare con la sua “fantasia” inesauribile e divina quest’opera di rinnovamento, al fine di condurre ogni uomo alla salvezza. In tale “fantasia dello Spirito” si può collocare ogni apparizione mariana, nella quale sembra emergere con forza una dimensione: quella dell’amore materno, come si manifesta in Maria Madre di Dio.
Proprio quella stessa Madre, a cui il Signore dall’alto della Croce ha affidato l’umanità
(Gv 19, 26-27), si prende cura dell’uomo e ne illumina il cammino verso il Padre, specialmente quando il figlio smarrisce la retta via. Una Madre che oggi parla alle genti minacciate dalla guerra, dall’apostasia e dal degrado etico, dove il crollo dei valori morali trascina con sé l’intero corpo sociale. Proprio di fronte a questa deriva, da lui stesso sottolineata e che può condurre anche alla perdizione eterna, Giovanni Paolo II
si domandava, a Fatima: «Può la Madre, che desidera la salvezza di ogni uomo con tutta la potenza d’amore che attinge dallo Spirito Santo, tacere su ciò che mina le basi stesse di questa salvezza? No, non può!».
Dio vuole salvare l’uomo
La Madonna, come sappiamo, non ha taciuto e non tace. Ella ci propone ancora il messaggio sempiterno del Figlio di Dio: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo” (Mc 1,18) ricorda che siamo fondati sulla fiducia in Dio Padre, il quale ha mandato il Figlio non per condannare il mondo, ma per salvarlo (cfr. Gv 3, 17).
Proprio perché fondati nel Vangelo, i messaggi delle mariofanie, quindi, non si chiudono mai con una condanna, ma sono poste a conferma dell’amore infinito di Dio, che non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e
viva (cfr. Ez 33,11).
Tale promessa risuona nelle parole e nelle manifestazioni della Vergine Maria, quale àncora di salvezza per ogni uomo, che spesso fa l’esperienza del “figlio che, sentendosi
incompreso, confuso o indignato, abbandona la casa paterna per addentrarsi nella notte... È lo scialle della madre che lo copre nel sonno gelido, ponendo rimedio alla disperazione e alla solitudine. Sotto il manto materno che, da Fatima, si estende su tutta la terra, l’umanità sente tornare la nostalgia della Casa del Padre e del Suo Pane (cfr. Lc 15, 17)”.
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