Pillole di SpiritualiTà
A un solo cenno della volontà del Verbo di Dio, tutte le cose furono così bene organizzate, che ciascuna opera ciò che le è proprio per natura e tutte insieme si muovono in un ordine perfetto. (sant'Atanasio)
NEWS
Il Sangue di Cristo e la passione dei martiri
di P. Gianni Schido icms
Leggendo la descrizione della “terza parte” del Segreto che la Madonna rivela a Fatima ai tre Pastorelli, si apre davanti agli occhi una visione profetica sulla vita e la persecuzione della Chiesa. Un angelo, in Cielo, con una spada di fuoco nella mano sinistra – le cui fiamme, dice suor Lucia, parevano volessero incendiare il mondo, ma che si spegnevano a contatto con lo splendore che nostra Signora emanava dalla sua mano destra – gridava: “Penitenza, Penitenza, Penitenza!”[1]. Nel frattempo, sulla terra una grande Via Crucis guidata da un “Vescovo vestito di Bianco”[2], seguito da una folla di Sacerdoti, Religiosi e laici, saliva su una montagna, alla cui sommità si trovava una grande Croce di legno. Il Santo Padre, dopo aver attraversato una città mezza distrutta, ricevette vari colpi che ne causarono la morte e dopo di lui, ad uno ad uno, tutta la folla che lo seguiva, Religiosi, Sacerdoti, uomini e donne furono colpiti a morte. Il prezioso sangue dei martiri veniva raccolto dagli angeli e con esso venivano irrigate le anime che si avvicinavano a Dio.
Questa, in sintesi, la descrizione che suor Lucia fece della visione avuta il 13 luglio 1917 alla Cova d’Iria. Come l’allora Card. Ratzinger aveva sottolineato, nel suo commento teologico, ci troviamo davanti a un invito molto pressante alla conversione, alla penitenza, a cambiare vita. Un messaggio, dunque, che mira soprattutto alla salvezza.[3] Infatti, la penitenza non è altro che la speranza e la possibilità, con la grazia di Dio, di cambiare. Non potersi pentire vorrebbe dire essere condannati irrimediabilmente al male. Finché c’è possibilità di penitenza, c’è speranza, potremmo dire.
Nessun cristiano può giungere alla salvezza senza seguire il Signore, che ci ha detto di prendere la croce e di andargli dietro. San Pietro ci ricorda: “Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme”.[4] Così i discepoli del Signore lo seguono lungo il calvario e sulla croce.
Ci troviamo davanti al mistero del peccato e del male, che continuamente avversa la creazione di Dio. L’uomo, infatti, facendo il male distrugge l’opera di Dio e se stesso. Come ai tempi del diluvio le acque, che Dio aveva diviso per permettere la vita, ritornano a coprire la terra a causa della malvagità degli uomini, così in questa visione l’umanità si trova in mezzo a una città distrutta e piena di cadaveri, a causa della malvagità umana e delle guerre. Vengono alla mente le città distrutte di Sodoma e di Gomorra. Ma Dio non permette che il male distrugga il mondo, dà ancora tempo per la conversione e il pentimento grazie all’intercessione della Vergine Maria, che spegne le fiamme della spada che l’angelo ha tra le mani attraverso lo splendore che emana, che è la luce di Dio che venne nel mondo tramite Maria.
“Io sono la luce del mondo”[5]dice il Signore. Infatti, leggiamo nel libro della Genesi: “Lungi da te il far morire il giusto con l'empio, così che il giusto sia trattato come l'empio!”[6]. E il profeta Geremia: “Percorrete le vie di Gerusalemme, osservate bene e informatevi, cercate nelle sue piazze se c’è un uomo che pratichi il diritto, e cerchi la fedeltà, e io la perdonerò”[7]. Per riguardo ai giusti il Signore non permette la completa distruzione del mondo. Il male non ha il sopravvento, perché due giusti sono stati trovati nel mondo, due giusti hanno sconfitto il male. Uno Santo per natura, l’altra tutta santa per grazia: Dio fatto uomo della stessa carne di Maria e la Vergine Madre di Dio. Per loro il mondo può essere salvato.
La Chiesa, che è il popolo dei redenti, che ha come capo Cristo e primizia Maria Santissima, può camminare anche in mezzo al male, perché “le porte degli inferi non prevarranno”[8]. Per riguardo a questa coppia, Dio ha creato e redento il mondo. Infatti, senza il sì della Vergine, il mondo non avrebbe avuto salvezza, l’uomo non avrebbe potuto essere redento, nessun bene sarebbe venuto all’uomo dall’essere creato e dopo la caduta non ci sarebbe stato alcuno spazio per la penitenza. Ricevuta per grazia la vita divina, anche noi entriamo a fare parte di questo progetto di salvezza del mondo.
Come Cristo messo a morte dona la vita a molti, così i cristiani, uniti alla Vergine Maria e al Signore Gesù, morendo per amore, implorano la conversione dei loro persecutori e donano la vita. Uniscono cioè il loro sangue al sangue del Redentore, per collaborare con Lui alla salvezza del mondo. E mentre i persecutori bramano di togliere la vita ai cristiani, essi la donano, affinché Dio conceda ai peccatori la vita vera e la conversione. Diceva l’allora card. Ratzinger: “È una visione consolante, che vuole rendere permeabile alla potenza risanatrice di Dio una storia di sangue e lacrime. Angeli raccolgono sotto i bracci della croce il sangue dei martiri e irrigano così le anime, che si avvicinano a Dio. Il sangue di Cristo ed il sangue dei martiri vengono qui considerati insieme: il sangue dei martiri scorre dalle braccia della croce. Il loro martirio si compie in solidarietà con la passione di Cristo, diventa una cosa sola con essa. Essi completano a favore del corpo di Cristo, ciò che ancora manca alle sue sofferenze (cfr Col 1, 24). La loro vita è divenuta essa stessa eucaristia, inserita nel mistero del chicco di grano che muore e diventa fecondo. Il sangue dei martiri è seme di cristiani, ha detto Tertulliano. Come dalla morte di Cristo, dal suo costato aperto, è nata la Chiesa, così la morte dei testimoni è feconda per la vita futura della Chiesa”[9].
Il martirio è l’atto totale di donazione a Dio e ai fratelli, ma questo dono si prepara e si vive in ogni gesto della nostra vita: tutto può diventare penitenza, speranza e gesto di conversione per noi e per i fratelli che il Signore ci mette accanto, per la potenza di Cristo che vive nei battezzati e per l’intercessione della Vergine Maria, che con Cristo ci ha donato la vita nuova.
[1] Memorie di Suor Lucia, 8ª edizione p.209
[2] Ibidem
[3] Cfr. Congregazione per la dottrina della Fede, Commento teologico, Joseph Card. Ratzinger
[4] 1 Pt 2,21
[5] Gv 8,12
[6] Gen 18,25
[7] Ger 5,1
[8] Mt 16,18
[9] Congregazione per la dottrina della Fede, Commento teologico, Joseph Card. Ratzinger
XVI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – 19 luglio 2026 – ANNO A
Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura
Una pioggia di grazia
La Beata Vergine del Carmelo e Fatima
Il mio canto, la mia fede
Testimonianza di un giovane cantante lirico
Con una piccola donazione puoi riaccendere la speranza di uomini, donne e bambini in Brasile e, anche in Italia...
La Rivista ufficiale della
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria
A un solo cenno della volontà del Verbo di Dio, tutte le cose furono così bene organizzate, che ciascuna opera ciò che le è proprio per natura e tutte insieme si muovono in un ordine perfetto. (sant'Atanasio)