Pillole di SpiritualiTà
Cristo nel Battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria. (San Gregorio Nazianzeno)
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"Il giudice giusto darà la corona di giustizia a coloro che hanno atteso con amore la sua venuta"
di Paola Buson
L’anno liturgico si apre con l’Avvento, tempo di grazia in cui si intrecciano la memoria dell’attesa per l’umile venuta del Figlio di Dio, nato nel tempo dalla Vergine Maria, e la speranza amorosa della Chiesa per il ritorno glorioso del suo Sposo, Signore della storia e Giudice universale, alla fine dei tempi. Accompagnata dalla Vergine Madre, modello per quanti desiderano andare incontro al Salvatore che viene, la comunità cristiana si prepara così ad accogliere con rinnovato stupore e profonda tenerezza il manifestarsi di Dio in un Bambino, che è nato per noi per donarci la pace vera e duratura. Perché possiamo vivere più intensamente la ricchezza liturgica dell’Avvento e del Natale, la Chiesa — depositaria fedele del messaggio di Gesù, nostro Salvatore — ci rivolge, come una madre premurosa, un forte invito alla conversione. Lo fa attraverso la Parola di Dio, con la voce dei profeti e, soprattutto, con quella di Giovanni Battista: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Mt 3,2).
Nella pietà popolare è saldamente radicata la coscienza della lunga attesa che precedette la nascita del Salvatore. I fedeli sanno che Dio, attraverso le profezie, ha sostenuto la speranza di Israele nella venuta del Messia. Fin dagli inizi della Chiesa, i battezzati «erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nella preghiera» (At 2,42). Gli Atti degli Apostoli testimoniano più volte la preghiera unanime della comunità cristiana nell’attesa del ritorno di Gesù Salvatore: una preghiera che diventa lode, ringraziamento, supplica e intercessione.
Nel corso della storia nascono così molte preghiere spontanee, ma anche preghiere che la Chiesa viene via via strutturando, come la recita dei salmi. In essi troviamo rappresentate tutte le situazioni della nostra vita, che da cristiani, siamo chiamati a vivere, in comunione con Dio.
I profeti, ispirati dallo Spirito Santo, parlano spesso della giustizia, riferita soprattutto a Dio, il Giudice giusto: un Bene supremo che orienta le nostre scelte. Le parole di Gesù: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti, così da credergli» (Mt 21,28-32), richiamano tutto il messaggio biblico come un accorato invito di Dio all’uomo peccatore perché abbandoni il male e ricerchi il bene.
La conversione, nella Scrittura, è infatti un vero e proprio cambiamento di direzione, un vivere costantemente alla presenza di Dio, fare in tutto la Sua Volontà, come Maria, che ha sempre fatto ogni cosa per amore del suo Signore, quel Dio Bambino che contempliamo nella povera grotta di Betlemme. «Il giudice giusto darà la corona di giustizia a coloro che hanno atteso con amore la sua venuta» (cf. 2 Tm 4,8).
Gesù è nato per noi, per liberarci dalla nostra miseria, e ci ha indicato la strada, i mezzi e il modo per ottenere la salvezza. Per questo, senza scoraggiarci, accogliamo l’antifona che accompagna la comunione in questa prima tappa della Novena di Natale: essa ci offre una grande speranza, la promessa di una corona di bene, di bellezza, di bontà e di gioia per chi decide di seguire le orme del nostro Dio Bambino. Dio non può non giudicarci, ma lo fa solo per amore, con tanto amore, con infinita misericordia. Egli ci lascia liberi e attende la nostra risposta. Andiamogli incontro con gioia! Lui viene a cercarci nella nostra umanità; lasciamoci trovare con il cuore che palpita solo per Lui, tra le braccia di Maria, sua e nostra tenera Mamma.
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