Pillole di SpiritualiTà
Cristo nel Battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria. (San Gregorio Nazianzeno)
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SILENZIO, SPERANZA, FEDE, RIPARAZIONE
di Marilda Zonarelli
La domenica è la Pasqua di tutta la settimana: qualsiasi cosa sia accaduta, comunque siano trascorsi quei giorni – in mezzo a problemi e difficoltà – arriva la domenica, per ricordarci che Gesù ha già vinto la morte e il peccato. La domenica ci dona il coraggio, la speranza, lo sguardo diverso con cui guardare la nostra settimana e tutta la nostra vita, anche da peccatori.
E, come la domenica è “il giorno del Signore”, il sabato è considerato “il giorno di Maria”, legato innanzitutto a quel Sabato Santo che precede la Pasqua di Resurrezione. È il sabato in cui regna il silenzio assordante di quando, all’apparenza, sembra che sia finito tutto. Nell’immenso dolore di quel giorno, la fede di Maria Santissima raggiunge l’apice; pur nell’atroce sofferenza, la Madonna, in perfetto raccoglimento, si sottomette al disegno di Dio e offre spontaneamente il sacrificio del Figlio per la salvezza degli uomini, facendoci comprendere che non esiste una fede più intensa della sua.
Ai piedi della Croce, non smette un solo momento di credere che suo Figlio sia veramente il Figlio di Dio, Dio stesso, vittorioso sul peccato e sulla morte. In questa sua eroica fede e nel suo sconfinato dolore, la Vergine Maria è sola nel giorno del sabato. Gli Apostoli non ci sono e le pie donne presenti piangono e si lamentano; sono incapaci di rimanere salde nella fede, necessaria in quel momento.
Io, da mamma, come prima impressione, non riesco a pensare ad altro che al dolore atroce che si può provare per la perdita di un figlio, avvenuta per di più tra inimmaginabili sofferenze. Maria, invece, proprio in quel giorno di sabato, ci insegna che quel silenzio non è rassegnazione, ma attesa: ci aiuta a capire che la cosa più importante è come si vive quella sofferenza. Lei mantiene viva nel suo cuore la fiamma della fede e, grazie a questa fiducia, non smette di credere che suo Figlio, morto sulla Croce, non sarebbe rimasto nella tomba.
Anche di fronte alle tenebre della morte, mentre tutto è immerso nell’oscurità, Ella conferma la solidità della sua fede, attende con ansia i raggi della domenica di Pasqua. Andando incontro a Gesù, vivo e risorto, la Madonna partecipa con tutto il suo essere alla gioia della Resurrezione. Accompagnati dalla sua materna presenza, impariamo che il venerdì della sofferenza diventa un sabato di speranza. Ci stringiamo intorno a Lei e, contemplando la sua solitudine, impariamo che, chi ha fede e attende, non ha paura, ma ama e aspetta.
E noi oggi sappiamo che quello non è il silenzio delle “cose che sono finite”, ma delle “cose che stanno iniziando”, perché la Pasqua di Resurrezione illumina in maniera retroattiva anche gli atroci giorni precedenti, di buio e dolore. Quello che accade il giorno di Pasqua cambia tutta la storia. Per arrivare fino a Pasqua, dobbiamo accettare di attraversare quella strada di silenzio del Sabato Santo, sapendo che proprio lì, dove noi sperimentiamo la rassegnazione, si scopre, invece, l’attesa di ciò che non finisce e di un Dio che ha vinto la morte ed il peccato. Nella solenne ora di Gesù, quando il figlio consegna sua Madre al discepolo amato, presente sotto la Croce, la Madonna diventa Mamma di ciascuno di noi; la Madre di Dio diventa, per volontà di Gesù morente, anche Madre di tutta la Chiesa. Ed è una Mamma che ci insegna a sperare, ad attendere, ad avere fede; e così, a partire da quel momento, non solo il Sabato Santo, ma ogni sabato è consacrato a Lei.
Il fatto che il sabato sia il giorno dedicato alla Vergine Santissima è sottolineato anche dal messaggio della Madonna ai Pastorelli di Fatima. In esso, infatti, la pratica della Comunione riparatrice nei “primi sabati del mese”, oltre alla consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato, sono le condizioni esplicitamente richieste per allontanare il terribile castigo, che incombe sul mondo a causa dei peccati degli uomini.
Nelle apparizioni avvenute il 13 giugno e il 13 luglio 1917, la Santa Vergine chiede a Lucia di rivelare al mondo il desiderio del Cielo di diffondere, in particolare, la devozione al Suo Cuore Immacolato. Domanda anche che, soprattutto il primo sabato, si reciti il Rosario in riparazione dei peccati: “Gesù vuole stabilire nel mondo la devozione del mio Cuore Immacolato. Se faranno quello che ti dico molte anime saranno salvate, ci sarà pace. Tornerò per chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la devozione riparatrice dei primi sabati”. Il 13 luglio 1917, infatti, la Madonna, oltre a richiedere di consacrare la Russia al proprio Cuore Immacolato, comunica ai Pastorelli la necessità di diffondere nel mondo la Comunione riparatrice, per la pace tra le nazioni e per la salvezza di tante anime.
Il messaggio del 13 luglio è un’anticipazione di ciò che Maria Santissima viene a chiedere più tardi, come da lei stessa promesso: il 10 dicembre 1925, durante la permanenza di Lucia in convento a Pontevedra, in Spagna, mentre stava percorrendo i primi passi verso la consacrazione religiosa, la Vergine Maria le appare, mostrandole il Suo cuore coronato di spine per l’ingratitudine e le bestemmie degli uomini. Gesù Bambino, al suo fianco, esorta Lucia ad avere compassione del Cuore Immacolato di Maria e a riparare le ingratitudini con cui gli uomini la feriscono.
La Madonna, oltre a chiedere consolazione a Lucia stessa, promette di assistere, nell’ora della morte, con tutte le grazie necessarie alla salvezza delle anime, tutti coloro che per cinque mesi, nel primo sabato, si confessano, ricevono la Santa Comunione, dicono un Rosario e le fanno 15 minuti di compagnia meditando sui 15 misteri del Rosario, con l’intenzione di consolarla e di riparare il Suo cuore Immacolato.
In una successiva apparizione, Gesù spiega a Lucia perché questa pratica deve avvenire proprio per cinque sabati. Si tratta di riparare le cinque specie di offese che più allontanano le anime dall’amore materno di Maria, perché dirette contro il Suo Cuore Immacolato: le bestemmie contro la sua Immacolata Concezione; contro la sua verginità; contro la sua maternità Divina ed il rifiuto di riconoscerla come Madre degli uomini; l’opera di coloro che cercano pubblicamente di infondere nel cuore dei piccoli indifferenza, disprezzo e perfino odio nei riguardi di questa Madre Immacolata; l’opera di coloro che la offendono direttamente nelle sue immagini sacre.
Se davvero abbiamo compreso lo spirito di questa richiesta, non ci limitiamo a praticarla una sola volta nella vita, per garantirci l’assistenza della Madre di Dio nell’ora della morte, ma la praticheremo sempre con la volontà di riparazione e la fiducia che, passando le nostre richieste attraverso le Sue mani, Lei sicuramente le presenterà a Gesù. Onorare la Madonna, specialmente il sabato, ci ricorda che la Madre di Dio conduce sempre all’incontro con Suo Figlio, che è il Signore della storia e di ogni giorno della settimana.
La devozione dei primi cinque sabati mostra, in modo evidente, il grande potere di intercessione concesso alla Vergine Maria per la salvezza delle nostre anime: la Madonna è veramente, in virtù della sua Divina maternità, la nostra avvocata, la nostra mediatrice, unita al cuore stesso di Dio.
L’appello alla devozione del primo sabato del mese, le sue richieste di preghiere e di sacrifici hanno come obiettivo ultimo il cambiamento profondo del mondo intero e del cuore dei singoli, per godere di pace e giustizia in terra e di gioia eterna in cielo.
Gesù ci chiede di consolare e di riparare le offese contro il Cuore Immacolato attraverso la pratica dei “cinque sabati”, ma ci chiede anche di riparare attraverso la nostra vita, perché la devozione nasce dall’amore e l’amore porta all’imitazione di ciò che ha vissuto questo Cuore di Maria e di come l’ha vissuto.
Nel suo Cuore possiamo trovare rifugio sicuro, perché esente da ogni influsso di peccato; possiamo trovare un conforto premuroso, che supera quello di tutte le madri del mondo.
Quel Cuore racchiude tutte le prerogative di una madre nei confronti dei figli: dare la vita e alimentarla, occuparsi della loro crescita, proteggerli dai pericoli, donare gioia, pace e consolazione, correggendoli negli sbagli e guidandoli. Ha il compito di portare Cristo nel cuore di tutti, rimanendo fedele alla Sua missione anche quando i figli non la accolgono, anche e soprattutto nei momenti bui della fede, nei momenti di prova, per i peccatori che la rifiutano e la disprezzano, continuando dal Cielo tale mediazione materna, adoperandosi e facendosi da tramite per la nostra salvezza.
È soprattutto attraverso la preghiera del Santo Rosario che il sabato ha un profumo ancora più “mariano”; con essa impariamo dalla Vergine Maria a mettere Cristo al centro della nostra vita e a consacragli ogni nostra azione.
Quando preghiamo il Rosario riviviamo la vita e la missione di Gesù, e quindi i momenti più significativi della storia della salvezza, adoperandoci con la preghiera alla conversione dei peccatori.
È soprattutto con questa preghiera, invocando la Madre Celeste, che possiamo ritrovare sempre il Padre. Attraverso il suo Cuore Immacolato, le nostre suppliche di peccatori arrivano al cuore di Dio!
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IL SABATO DI MARIA
SILENZIO, SPERANZA, FEDE, RIPARAZIONE
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La Rivista ufficiale della
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria
Cristo nel Battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria. (San Gregorio Nazianzeno)