Pillole di SpiritualiTà
Dio ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, perché ciascuno di noi trovi una ricchezza in ciò che contempla. (Sant'Efrem)
NEWS
"Beati i poveri in spirito"
48° GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA
Vangelo
+ Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5, 1-12)
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».
Spunti di riflessione
Ci sono momenti in cui la vita sembra un sentiero buio e freddo, senza via di uscita o possibilità di ritorno. Cerchi una fiammella per farti luce, per scaldarti, ma non la trovi. Ti muovi a tentoni, inciampi, ti sembra di non avanzare mai. E invece, proprio quando ti senti confuso e disorientato e credi di non aver più la forza per procedere, accade qualcosa: ti imbatti in una tra le più belle pagine del Vangelo. Un testo potente, sorprendente, illuminante. Un messaggio controcorrente, una vera Chiamata di Gesù alla Gioia, che ci invita a trovare la vera luce e il vero calore, nella semplicità, nella pace e nell’amore.
Ciascun’anima, leggendolo, non può che rimanere spiazzata da tanta Benevolenza, perché il Discorso di Gesù sulla montagna – conosciuto come “Discorso delle Beatitudini” – non è altro che la testimonianza di quanto Dio Padre ami l’uomo, al punto da indicargli in modo chiaro la Via per il Paradiso e donargli gli strumenti per muovere i passi verso la Vita Eterna.
Le Beatitudini sono l’occasione, l’opportunità, per cercare di vivere una vita piena, armoniosa, partendo dalla relazione che l’uomo genera con Dio e il suo prossimo. La felicità, infatti, non è altro che una dinamica frutto della relazione tra l’anima e Dio. Per essere felici non occorre il benessere materiale né il riconoscimento sociale: «Chi ha Dio non manca di nulla. Solo Dio basta» (Santa Teresa d’Avila).
Le nove beatitudini, dunque, non sono solo una lista di comportamenti: sono un invito alla trasformazione radicale del cuore e un cammino verso la santità.
Pertanto non basta essere poveri, affamati, insultati, perseguitati, disprezzati per essere ritenuti “beati”. I beati sono coloro che, vivendo queste condizioni di fragilità, sanno stare nella vita alla presenza di Dio.
La capacità di stare alla presenza di Dio in ogni circostanza ci rende già beati: la beatitudine è la disponibilità ad abbracciare le difficoltà con Dio. La povertà, invocata nelle beatitudini, è una povertà che riguarda la parte più profonda dell’uomo. Il dolore è una porta aperta alla visita della consolazione di Dio. Gesù ci invita a essere poveri di spirito ma il sentirsi mancanti di giustizia, sentire di non essere giusti, esprime il bisogno di essere saziati di misericordia: e i sazi di misericordia, a loro volta, riescono a donarla.
La proclamazione della pagina delle Beatitudini risuona nella 48a Giornata per la Vita, dal tema «Prima i bambini!». E lo stesso Matteo, che nel cap. 5 (vv. 1-12) ci dona il testo delle Beatitudini, nel cap. 18 (v. 10) aggiunge: «Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli; perché io vi dico che i loro angeli in cielo vedono continuamente la faccia del Padre mio». Parole che ci fanno riflettere su quanta importanza hanno i bambini per Gesù e su come la loro custodia, nei vari momenti della loro vita, sia occasione per iniziare a vivere la condizione di beati. Se l’uomo riuscisse a mettere in pratica le indicazioni contenute nelle Beatitudini per certo non ci sarebbero più bambini violentati, rapiti, abortiti, abusati, manipolati, maltrattati, abbandonati; non esisterebbero “gli abitanti degli asili del freddo”, luoghi in cui i piccoli embrioni sono conservati a -196°, in azoto liquido, crioconservati per anni se non per tutta la vita, in attesa di essere impiantati e riscoprire quella culla naturale che è l’utero materno; non ci sarebbero più “embrioni viaggiatori”, trasportati in ogni dove nel mondo per essere selezionati, scelti, acquistati; e non si parlerebbe di mercificazione della vita umana, né di eugenetica.
Mettere in pratica i consigli che Gesù ci dona nelle Beatitudini significa imparare ad amare realmente, concretamente, nei pensieri e nelle azioni. E chi ama realmente si riconosce di essere piccola creatura dinanzi al Creatore e mai si investirebbe del potere di gestire chi, sin dalla fecondazione, possiede una dignità umana.
Ogni vita umana non va calpestata, va tutelata sin dall’esordio della sua esistenza e fino al suo epilogo naturale. È un Tempo stabilito sin dall’Eternità, da Colui che ci ha inviati al mondo, al fine di guadagnarci la vita eterna. Nella quotidianità molti sono i cristiani che vengono perseguitati, perché vivono a tutela della vita… E anche il semplice rintocco di una campana, che ci ricorda quanto la vita sia unica e preziosa, genera un rumore assordante nei cuori di chi non lascia spazio alla Verità.
Ci sostenga la Vergine Madre, perché impariamo a non sciupare le tante occasioni offerteci, ogni giorno, per essere e per farci chiamare Figli di Dio ed ereditare il Suo regno. Dilatiamo il cuore allo Spirito Santo e chiediamo di liberarci dalla schiavitù del proprio io. La gente, il mondo non ci applaudono? Rallegriamoci, perché forse stiamo desiderando di vivere realmente da “profeti”, ricordando le promesse del nostro Battesimo.
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