Pillole di SpiritualiTà
Cristo nel Battesimo si fa luce, entriamo anche noi nel suo splendore; Cristo riceve il battesimo, inabissiamoci con lui per poter con lui salire alla gloria. (San Gregorio Nazianzeno)
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"Si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini vedranno la salvezza del nostro Dio."
di Diletta Lago
La cosa che più di tutte accomuna ogni uomo, nessuno escluso, è il dolore.
Tutti, prima o poi, ci troviamo in situazioni di angoscia, preoccupazione o dolore. Certo, i motivi di ciò possono essere i più diversi e ognuno vive il dolore a suo modo, ma la sostanza non cambia: ognuno di noi, prima o poi, verrà caricato della sua “croce” da portare. La cosa, che più di tutte distingue ogni uomo, invece, è il modo di affrontare queste situazioni: c’è chi si lascia prendere dallo sconforto, dalla depressione, chi si immerge full-time in qualche occupazione, chi si chiude in se stesso…
E, poi, c’è chi dà a ciò un significato diverso. Sì, perché – che ci crediamo o no - non siamo da soli.
Da oltre duemila anni (2025, per l’esattezza), il Signore ci si è fatto più vicino che mai. Ha scelto di venire in mezzo a noi, per condividere, in tutto e per tutto, la nostra condizione: le nostre gioie e dolori, le nostre piccole e grandi battaglie, la nostra vita. E sapere ciò ci rende capaci di vivere ogni momento, anche quelli più duri e umanamente insostenibili, con una consapevolezza diversa: quella di essere parte di un disegno più grande, nel quale ogni cosa acquisisce un senso più profondo.
Questa è, oggi, la “gloria” di cui si parla nel brano del profeta: vedere come, ogni giorno, la presenza di Dio si manifesta, vedere come Lui non ci abbandona e ci accompagna, passo passo. Vedere come, da quando, in quel primo Natale, è nato nella grotta di Betlemme, Egli non ha mai cessato di essere presente tra noi, prima come uomo e ora nell’Eucarestia.
Se ci pensiamo, è un fatto incredibile! Poter dire che Dio è realmente presente tra noi, poterLo adorare e contemplare in ogni momento (semplicemente entrando in una chiesa), sapere che non ci lascia soli… Dovremmo anche noi, come il profeta Isaia e come gli angeli nella notte di Natale, cantare il nostro “Gloria” pieni di gioia! Il lato più bello di questa Presenza di Dio tra noi, poi, è che non è fine a se stessa, ma ha uno scopo più grande: farci raggiungere la Vita Eterna.
Dio si fa vicino a noi per aiutarci, passo passo, nel cammino verso il Paradiso. È questa la “salvezza” di cui parla il profeta: non si tratta solo di un aiuto temporaneo, nelle difficoltà della vita, ma di una Salvezza che dura per sempre.
“Tutti gli uomini vedranno la salvezza del nostro Dio”, scrive il profeta.
Si tratta di un mistero molto particolare: è sotto gli occhi di tutti, ma solo pochi lo sanno vedere; il Signore viene per manifestare ad ognuno di noi la Sua Gloria, per donare a tutti la Sua Salvezza… Una cosa grandiosa, ma che pochi, oggi, vedono e accolgono. Proprio come un bambino, il Signore si fa piccolo e fragile e attende da noi che gli doniamo un po’ di amore… Lui, che è l’Amore in persona, si fa mendicante d’amore per noi!
In questo tempo di attesa, facciamo silenzio in noi e, semplicemente, contempliamo il grande mistero che si compie. Come i pastori, sostiamo davanti a Lui, a guardarLo e adorarLo; doniamoGli un po’ del nostro amore… Ci stupiremo della grandiosità di quanto avviene e, allora, vedremo davvero la “Gloria del Signore, la Salvezza del nostro Dio”.
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