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La devozione riparatrice dei "PRIMI CINQUE SABATI DEL MESE"

Meditando i misteri luminosi consoliamo il Cuore Immacolato di Maria

PRIMO MISTERO: Gesù è battezzato nel Giordano

Appena battezzato, Gesù uscì dall'acqua… Ed ecco una voce dal cielo che disse: «Questi è il Figlio mio l’amato, in Lui ho posto il mio compiacimento»” (Mt 3,16-17). Dio Padre rivela che Gesù è Suo Figlio e ribadisce come trovi in Lui tutta la Sua consolazione. Quanto è importante anche per noi, che ci diciamo cristiani e quindi figli di Dio, ricordare sempre che questo atto di amore Dio lo rinnova su ognuno di noi, in ogni istante, e che, anche in noi come in Gesù, Dio trova il Suo compiacimento, se viviamo da figli. E, se siamo figli di Dio, “chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati… né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rm 8,35-39). Quanto il piccolo Francesco di Fatima aveva fatto sua questa vocazione ad essere consolazione di Dio e della Madonna, anche per riparare a tanti che di Dio e della Sua Mamma non ne vogliono sapere nulla! Quando il 13 agosto 1917 i tre Pastorelli erano stati incarcerati, “Francesco mostrava una gran tristezza e diceva quasi piangendo: «Forse la Madonna è rimasta male e ha deciso di non apparirci più, visto che non siamo andati alla Cova d’lria. Mi piacerebbe tanto vederla!  La mamma, se non la vediamo più, pazienza! Offriamo tutto per la conversione dei peccatori. Il peggio è se la Madonna non torna più! È questo che mi costa di più! Ma offro pure questo per i peccatori». Dopo mi domandava: «Senti, la Madonna non ci apparirà più? Ho tanta nostalgia di Lei!»

 

SECONDO MISTERO: Gesù compie il primo miracolo alle nozze di Cana

Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino» … La madre dice ai servi: «Fate quello che (Gesù) vi dirà». Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo” (Gv 2,3-10). Per compiere il miracolo, Gesù chiede la collaborazione dei servi ed essi, prontamente, fanno tutto quello che Gesù ha chiesto loro, cioè riempiono quelle anfore con ben seicento litri d’acqua! A volte, ci può sembrare troppo tutto quello che la vita ci mette davanti; altre volte, ci può sembrare illogica quella che ci viene detta essere la Volontà di Dio… eppure, i servi si fidano di Gesù e, quelle anfore vuote le riempiono tutte, addirittura fino all’orlo! Si fidano e si affidano a Gesù. Lui è il Maestro, Lui sa quello che fa. E loro si lasciano guidare, si lasciano condurre. Ed è proprio per la loro piena fiducia in Gesù che il miracolo avviene! Anche le nostre vite a volte sono come quelle anfore: piene, ma di acqua, e fino all’orlo. Abbiamo tutto e anche di più, ma siamo vuoti dentro. Ci manca il vino buono che solo Dio ci può dare se anche noi come i servi di Cana ci fidiamo e facciamo tutto quello che Lui ci dirà. È quello che ha fatto Maria SS.ma quando, con il Suo sì all’Angelo Gabriele, è diventata la Madre di Dio ed ha permesso a Dio di portare a compimento l’opera della Redenzione. È quello che hanno fatto i Pastorelli di Fatima, quando hanno detto il loro “Sì, lo vogliamo” e sono diventati servi buoni e fedeli che riempendo le anfore della loro vita con l’acqua della loro preghiera e dei loro sacrifici, hanno permesso a Gesù di trarne il vino buono della salvezza eterna per tante anime. È quello che possiamo fare anche noi, se mettiamo la nostra vita e il nostro cuore al servizio di Gesù per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, provando ad andare oltre le nostre paure, le nostre miserie, le nostre incapacità.

 

TERZO MISTERO: Gesù annuncia il Regno di Dio e invita alla conversione

“Gesù disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta si fermenti»” (Mt 13,33). Gesù ci ricorda che siamo nel mondo, ma non del mondo, come lievito, forza viva e benefica che non si lascia vincere né imprigionare dal male e dal peccato, ma che fermenta per portare il mondo a Dio. Infatti, chi crede in Dio e vive da figlio Suo, possiede una luce e una forza capaci di aiutare anche chi gli sta accanto ad avvicinarsi a Dio. Il trionfo del Cuore Immacolato e la venuta del Regno di Dio si renderanno sempre più concreti su questa terra nella misura in cui ciascuno di noi lascerà che il Vangelo trasformi il proprio cuore e la propria vita, orienti la propria coscienza, i propri criteri di giudizio, i valori su cui fondare il suo agire, i modelli di vita che segue. Non è certamente un programma di vita facile e neppure una fuga dal mondo, ma un cercare di rassomigliare sempre di più a Gesù e a Maria SS.ma. Quando l’anima è protesa verso le cose del Cielo, quindi a Dio, e le conquista, ha il cuore sempre lieto ed è nella pace anche quando deve affrontare il dolore. E ce lo dimostra la vita stessa dei Pastorelli di Fatima. Durante la loro ultima malattia, “le persone che visitavano Francesco e Giacinta… dicevano: «Siamo stati a parlare con Giacinta e Francesco; vicino a loro si sente un non so che di soprannaturaleA me ha fatto impressione l’innocenza e la sincerità della piccola Giacinta e del fratellino. È un mistero che noi non capiamo! Sono bambini come gli altri, non ci dicono niente, eppure presso di loro si sente un non so che di differente dagli altri! Sembra, entrando nella stanza di Francesco, di sentire quel che si sente entrando in chiesa”.

  

QUARTO MISTERO: Gesù si trasfigura sul monte Tabor

Gesù… salì sul monte a pregare. Mentre pregava, il suo volto cambiò d'aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante… Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi essere qui» … venne una nube e li coprì con la sua ombra. E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo!».” (Lc 9,28-35). La trasfigurazione avviene mentre Gesù sta pregando, così come il diavolo aveva tentato Gesù quando si era ritirato nel deserto per pregare e digiunare. E i discepoli, attratti dal come Gesù prega, Gli chiedono di insegnare anche a loro a pregare così. La preghiera, infatti, è il luogo in cui l’uomo entra in relazione con Dio, si apre alla Sua presenza, si dispone ad ascoltarlo. È nella preghiera che, anche noi come Gesù, possiamo ascoltare la voce dello Spirito Santo che ci ricorda il nostro essere figli amati da Dio. Ecco perché, se noi preghiamo, se noi cerchiamo di vivere alla presenza di Dio, anche il nostro volto sarà trasfigurato, anche la nostra vita diventerà la vita di Gesù perché non saremo più noi a vivere, ma Gesù vivrà in noi e sentiremo la bellezza della presenza di Dio in noi. E chi ci sta accanto, non potrà non vedere questa nostra trasfigurazione, sperimenterà la nostra vita bella e sentirà il desiderio di fare un cammino di fede. Grazie alla preghiera e vivendo in grazia di Dio, saremo forti anche nelle tentazioni, così come è stato per Gesù. Ogni giorno, infatti, siamo messi davanti a delle scelte, dobbiamo discernere tra ciò che è bene e ciò che è male. E, se è vero che ognuno di noi ha scritta nel proprio cuore la legge di Dio, è anche vero che ognuno di noi è ferito dalla concupiscenza, che ci inclina al male piuttosto che al bene. Ecco perché è importante pregare; ecco perché è importante accostarsi frequentemente al Sacramento della confessione, con il quale otteniamo il perdono dei peccati ma anche la grazia per un costante cammino sincero di conversione. 

 

QUINTO MISTERO: Gesù istituisce la SS. Eucaristia

Gesù prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me»” (Lc 22,19). “Gesù non dice: prendete su di voi la mia Sapienza, mangiate la mia santità, il sublime che è in me; ma, prendete la mia umanità, il mio corpo” (E. Ronchi). Questa è la buona notizia che ci porta Gesù: “Dio non prende nulla e dona tutto Se stesso, si perde dentro le Sue creature come pane dentro la bocca”. Quante volte, nei tre anni che aveva trascorso con i Suoi discepoli, Gesù aveva ripetuto ai Suoi discepoli: “Chi mangia la mia carne vivrà in eterno. Chi beve l’Acqua viva che Io gli darò non avrà più sete”. (E. Ronchi). Eppure, perché Egli possa continuare a donarsi, occorre che noi accogliamo il Dono che Lui fa di Sé. Nell’ultima Cena, Egli dice: “Questo è il Mio Corpo dato per voi”, ma, subito dopo, aggiunge: “prendete e mangiatene tutti”. Egli, sì, è nascosto nel Tabernacolo perché noi possiamo venire a incontrarlo e a stare con Lui, parlare con Lui ogni volta che vogliamo. Ma, soprattutto, Egli si nasconde in un pezzo di pane perché il Suo desiderio ancora più grande è che, nella s. Comunione, noi possiamo nutrirci di Lui, per incarnarsi in noi, essere uno con noi e transustanziare la nostra vita. “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna”: infatti, la vita eterna inizia già ora quando noi facciamo comunione con Lui. Ecco perché tanti Santi soffrivano quando, anche per un giorno solo, non potevano ricevere la SS. Eucaristia. Ecco perché, anche i Pastorelli di Fatima, poco prima di morire, pur sapendo che presto sarebbero andati in Cielo a godere la presenza di Dio per l’eternità, si dispiacevano di non poter fare la Comunione. E noi, siamo consapevoli dell’immenso Dono d’Amore che è per noi l’Eucaristia?

 

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Nessun dubbio che la volontà di Maria è la stessa volontà di Dio. Consacrandoci a lei, diventiamo nelle sue mani strumenti della divina misericordia, come lei lo è stato nelle mani di Dio. (San Massimiliano Maria Kolbe)