Pillole di SpiritualiTà
A un solo cenno della volontà del Verbo di Dio, tutte le cose furono così bene organizzate, che ciascuna opera ciò che le è proprio per natura e tutte insieme si muovono in un ordine perfetto. (sant'Atanasio)
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Memoria liturgica di Santa Maria Goretti
di Marta Trevisan
Qual è la prima cosa che vi viene in mente se vi dico: S. Maria Goretti? Esatto! La purezza.
Sì, perché questa Santa è stata un grandissimo esempio di purezza e possiamo dire che forse questo è l’aspetto che la caratterizza principalmente.
Però, c’è un altro aspetto della sua vita che forse è meno conosciuto, ma che ha un ruolo radicale nella storia della Santa e in quella di chi l’ha circondata, in particolar modo nella vita del suo assassino: IL PERDONO.
Il perdono, secondo me, è una grande Grazia che il Signore concede sia a chi lo riceve, sia a chi lo dà.
Dico che è una grande grazia per chi lo dà, perché è molto difficile per noi uomini perdonare i torti che subiamo e spesso saremmo più portati a rispondere alla violenza con la violenza, invece di “porgere l’altra guancia” a chi ci tratta con cattiveria.
La forza di perdonare, per noi, viene dalla consapevolezza che, anche se gli altri sbagliano, tante volte anche noi siamo i primi a “cadere” ed è proprio per questo che dovremmo essere spinti ad usare misericordia verso tutti.
Da soli è difficile, anzi impossibile, ma per grazia il Signore ci è accanto e ci dona la forza di perdonare: e questo è anche un atto di amore, di generosità e di compassione verso i nostri fratelli.
Pensiamo a nostro Signore: ogni volta che vogliamo e che, con le giuste disposizioni ci accostiamo al Sacramento della Confessione, ci perdona di tutto cuore. Perché lo fa?
Dio perdona solo per Amore, per il suo Infinito Amore.
Questo è difficile da comprendere, umanamente: il Signore, che non sbaglia mai, perdona chi – con umiltà e anche con vergogna e vero dispiacere – confessa tutti i suoi sbagli e debolezze…. e questo solo per Amore!
Abbiamo detto che il Perdono è una vera Grazia per chi lo dona e questo aspetto lo troviamo nella storia di S. Maria Goretti. Maria, ragazzina di 11 anni, viene insidiata da Alessandro Serenelli un giovane di 20 anni che si era invaghito di lei. Il rifiuto di Maria, per preservare la sua purezza e per non macchiare con il peccato la sua anima e quella del ragazzo, provoca in Alessandro un’ira spaventosa, che lo porta a colpire Maria con un punteruolo, ferendola gravemente e provocandone la morte.
In ospedale, Maria si prepara all’incontro con il Signore e alla domanda del Sacerdote, se voleva perdonare il suo aguzzino, dopo un istante d’esitazione, stringendo il crocifisso, lo perdona e dice di volerlo con sé in Paradiso.
Il perdono di S. Maria Goretti è meraviglioso: quest’anima, così vicina al Signore, ha ricevuto la grazia di cancellare ciò che era accaduto e di volere solo il bene di Alessandro, pregando di averlo accanto a sé in Paradiso. Maria, con l’aiuto di Dio, riconosce che la cosa più importante è la salvezza di ogni anima e perciò perdona di tutto cuore colui che le aveva procurato la morte, sapendo che egli aveva sbagliato, provando pietà per la sua condizione e pregando per il suo pentimento, la sua conversione e la salvezza del ragazzo. In lei c’è una grande azione dello Spirito Santo che, con i Suoi doni, l’ha aiutata a compiere un grande atto di generosità, amore e misericordia: il perdono.
Nella storia di S. Maria Goretti il perdono coinvolge anche sua madre.
Una delle cose più dolorose per una madre è sicuramente la perdita di un figlio, soprattutto se viene ucciso: al dolore immenso si aggiungono la rabbia e l’odio nei confronti dell’aggressore.
Anche la mamma di S. Maria Goretti, però, è riuscita a perdonare Alessandro: un gesto che a molti potrebbe sembrare inspiegabile, ma che riusciamo a comprendere se pensiamo alla Croce di Gesù.
Sul Calvario, tra le urla e gli insulti della gente, vedendo l’agonia terribile del Figlio amatissimo, Maria accetta non solo di perdonare i suoi uccisori, ma addirittura li accoglie come figli: “Ecco tua Madre”.
Forse anche la mamma di Maria ha pensato a questo episodio, forse ha pensato a come la Madonna prega e intercede continuamente per coloro che, ancora oggi, offendono Suo Figlio… e forse ha trovato proprio così la forza di fare altrettanto, nei confronti di chi aveva ucciso la sua amata figlia.
Pensiamo un attimo, infine, all’altro “protagonista” di questa vicenda: Alessandro, “il perdonato”.
Se, come abbiamo detto, perdonare non è facile, non lo è nemmeno accettare di essere perdonati. Non sembra, ma richiede un grandissimo sforzo: capire di aver sbagliato, ammetterlo e soprattutto accettare una misericordia che sappiamo di non meritare.
Scegliere se compiere o no questo sforzo è il discrimine tra “redenzione” e “perdizione”.
Pensiamo a S. Pietro e a Giuda Iscariota: tutti e due hanno tradito Gesù (seppure in modo diverso), ma i loro destini sono stati opposti. Pietro, pentito, ha accolto il perdono di Gesù ed è diventato santo e primo Papa della Chiesa; Giuda, che invece non l’ha accolto, si è tolto la vita.
Alessandro Serenelli, anche grazie all’intercessione di S. Maria Goretti dal Cielo, ha scelto di accettare questo perdono. In un lungo e sofferto percorso ha riconosciuto il suo errore, se ne è sinceramente pentito, si è convertito e ha aperto il suo cuore alla redenzione. Accettare e ricevere il perdono l’ha trasformato, l’ha reso una persona nuova, tanto che è in corso la sua causa di beatificazione.
Concludendo, il vero perdono è un dono sia per chi lo dà, sia per chi lo riceve, nel senso che ci è dato da Dio, perché umanamente non saremmo in grado di esercitarlo. Perdonare è la cosa più difficile del mondo, ma il Signore ha voluto che si compiano veri e propri miracoli di redenzione e di santificazione. È proprio tramite il vero perdono che un’orribile tragedia di violenza e morte si è trasformata in storia di salvezza e di santità per le anime di chi l’ha vissuta, ma anche per molti, moltissimi che ne sono stati o ne saranno toccati.
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