Pillole di SpiritualiTà
Il tuo lavoro dev'essere orazione personale, deve trasformarsi in una splendida conversazione con il nostro Padre celeste. (San Josemaría Escrivà)
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di P. Mario Piatti icms
“Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (Atti 5,29). Dio ci ha dato una Legge – riassunta nelle Tavole dei dieci Comandamenti – portata poi alla sua perfezione dal precetto dell’Amore, insegnatoci da Cristo stesso.
Una Legge scritta nel cuore dell’uomo, ancor prima che sulla pietra del Sinai.
La “Legge Nuova” del Vangelo è dono di Grazia, ottenutoci dal Signore Gesù con la sua Incarnazione, con la sua Passione e con la sua Morte in Croce. Attraverso la sofferenza, offerta al Padre in nostro favore, Gesù ci ha manifestato l’Amore incondizionato di Dio per noi e ha introdotto nella storia la vita stessa di Dio: la Grazia, la possibilità di operare sulla terra in comunione con il Cielo e in profonda unione con i nostri fratelli.
Obbedire a Dio significa far circolare la “Vita Nuova” di Cristo Risorto; imprimere, a tutta la nostra esistenza, il “marchio” stesso delle cose che durano per sempre, che hanno il profumo e la fragranza della eternità; “obbedire agli uomini” vuol dire invece riconsegnare la propria vita alla inconsistenza delle cose del mondo, destinate a frantumarsi, a perire, a ridursi nella polvere da cui erano state tratte.
La “Vita Nuova” di Cristo ci rende finalmente liberi e graditi a Dio; ci abilita a impiegare bene il tempo e i talenti che Dio ci dona; riempie il cuore di ogni Grazia; contribuisce, attraverso la nostra gioiosa e libera adesione alla volontà di Dio, ad accelerare il Trionfo del Cuore Immacolato di Maria, nella coscienza degli uomini e negli eventi dolorosi della storia.
Il “Tempo di Pasqua” – questo lungo itinerario, verso la Pentecoste e le successive solennità – costituisce una prova ulteriore della bontà e della misericordia del Padre, che ci viene incontro per risollevarci, per confortarci e per incoraggiarci, nella via, sempre impegnativa e sempre in salita, della quotidianità.
Come insegna l’antica tradizione monastica, la nostra vita è un costante cammino di purificazione e di conversione, per adeguarci progressivamente al modello per eccellenza, che è Gesù. Abbiamo tre grandi orientamenti, che illuminano la nostra vita e le nostre scelte: la Sacra Scrittura, la Tradizione, il Magistero. È a questo patrimonio di autentica Sapienza soprannaturale che possiamo riferirci, per comprendere la Verità sull’uomo, sul senso della vita, sul valore del presente e del futuro, sul significato dell’amore e dell’affettività, che ci connota come “persone”.
Dio non contraddice mai e non mortifica ciò che è umanamente degno, nobile, prezioso. Dio è il garante del Bene, la fonte e il custode di ogni Bene.
A Lui chiediamo quale sia la vera fisionomia della vita; che cosa sia l’amore; che significato sacrale abbia l’unione di un uomo e di una donna, dinanzi alle frodi e alle mistificazioni del nostro tempo. A Lui solo possiamo chiedere ragione del nostro tempo, degli anni che ci dona: per riempirli di ogni gesto e atteggiamento di amore.
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Il tuo lavoro dev'essere orazione personale, deve trasformarsi in una splendida conversazione con il nostro Padre celeste. (San Josemaría Escrivà)