di P. Michele Tumbarello icms
Quando ogni anno giunge il 15 agosto, giorno di festa di piena estate, spesso ci si scambia questo augurio: “Buon ferragosto!”.
Per tutti il 15 agosto è un giorno di festa, ma non tutti sanno quali siano le sue radici.
Il nome “Ferragosto” deriva dal latino Feriae Augusti (il riposo di Augusto), una festa creata nel 18 a.C. dall’imperatore Ottaviano Augusto per dare riposo ai campi dopo il lavoro estivo.
Dal VII secolo la Chiesa cattolica ha unito la data al giorno dell’Assunzione di Maria in cielo, in corpo e anima.
Le prime testimonianze esplicite sulla fede della Chiesa nell’Assunzione di Maria si ritrovano negli scritti del IV secolo di sant’Efrem il Siro (306-373) e di sant’Epifanio di Salamina (315-403). Ma già nel II secolo la riflessione teologica sulle grazie e sui meriti della Beata Vergine aveva raggiunto vette altissime con sant’Ireneo di Lione, che descrisse in profondità il ruolo di Maria nella storia della salvezza, in dipendenza e unione con il Figlio. Sant’Ireneo la presentava, infatti, come nuova Eva, sulla scia dell’insegnamento paolino di Gesù come nuovo Adamo.
Molto antiche sono pure le origini della festa, che si diffuse prima in Oriente, dove era celebrata almeno dal VI secolo come «Dormizione della Vergine». La «dormizione» implica la tesi del sonno profondo, che avrebbe preceduto l’elevazione in cielo della Vergine.
Si radicò poi in Occidente, grazie in particolare a papa Sergio I (687-701), sotto il quale la Dormitio figurava già tra le maggiori quattro feste mariane.
Fu poi Leone IV (847-855), quando a Roma la festa aveva intanto preso il nome di Assunzione, a darle una maggiore solennità, prescrivendo una vigilia e un’ottava.
Gli scritti dei Padri, le innumerevoli chiese dedicate all’Assunta, le immagini sacre, gli antichi libri liturgici mostrano quanto fosse radicata fin dai primi secoli la fede dei cristiani in questo mistero, quarto mistero glorioso del Rosario.
Santi come S. Alberto Magno, S. Antonio di Padova e S. Bonaventura da Bagnoregio diedero un notevole contributo all’approfondimento della dottrina dell’Assunzione.
Suo fondamento è la Sacra Scrittura, che è piena di riferimenti alle glorie di Maria, dalla Genesi (Gn 3, 15) alla «donna vestita di sole» dell’Apocalisse (Ap 12, 1).
Sant’Antonio, commentando un passo del profeta Isaia (Glorificherò il luogo dove posano i miei piedi), scriveva ispirato: «Il luogo dove il Signore pose i suoi piedi fu la beata Vergine, dalla quale prese l’umanità. Questo luogo è stato dal Signore glorificato, esaltando Maria al di sopra dei cori angelici. Da ciò è manifesto che la Vergine fu assunta in cielo anche con il corpo, che fu il luogo dove pose i piedi il Signore».
San Bernardino da Siena (1380-1444) affermava chiaramente che «Maria non debba essere se non dov’è Cristo; inoltre è ragionevole e conveniente che si trovino già glorificati in cielo l’anima e il corpo, come dell’uomo, così anche della donna; infine, il fatto che la Chiesa non ha mai cercato e proposto alla venerazione dei fedeli le reliquie corporee della Beata Vergine, fornisce un argomento che si può dire quasi una riprova sensibile».
Nel XIX secolo, con la proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, la Santa Sede iniziò a ricevere molteplici suppliche da ogni parte della cristianità, con la preghiera di definire solennemente anche il dogma dell’Assunzione.
Nel 1946, Pio XII indirizzò una lettera enciclica a tutti i vescovi, domandando cosa suggerisse la loro «sapienza e prudenza» e la devozione dei fedeli riguardo a un pronunciamento dogmatico su Maria Assunta, a conferma dell’importanza data al sensus fidelium. Le risposte ottenute furono quasi unanimemente favorevoli alla definizione del dogma, proclamato poi durante l’Anno Santo, il 1° novembre 1950 con la costituzione dogmatica “Munificentissimus Deus”.
Nel Credo apostolico, professiamo la nostra fede nella “Risurrezione della carne” e nella “vita eterna”, fine e senso ultimo del cammino della vita. Questa promessa di fede è già compiuta in Maria, quale “segno di consolazione e di sicura speranza” (Prefazio).
Un privilegio, quello di Maria, strettamente legato al fatto di essere Madre di Gesù: dato che la morte e la corruzione del corpo umano sono conseguenza del peccato, non era opportuno che la Vergine Maria, esente dal peccato, fosse intaccata a questa legge umana. Da qui, il mistero della “Dormizione” o “Assunzione in cielo”.
Il fatto che Maria sia già assunta in cielo è per noi motivo di letizia, di gioia, di speranza. Una creatura, una persona umana, Maria, è già in Cielo! Con e come lei, anche noi un giorno lo saremo!
Il destino di Maria, unita al corpo trasfigurato e glorioso di Gesù, sarà dunque il destino di tutti coloro che sono uniti al Signore Gesù nella fede e nell’amore.
Maria è ormai nella gloria di Dio. È giunta alla meta, lì dove un giorno tutti ci ritroveremo. Teniamo fisso lo sguardo e il cuore a Colei che non ha mai abbandonato il suo Figlio Gesù e con Lui oggi gode la gioia e la gloria del Cielo. Affidiamoci a Lei affinché ci aiuti a percorrere la via della vita, sapendo riconoscere le grandi cose che Dio compie in noi e attorno a noi, per saperlo magnificare con il canto della nostra esistenza.