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LO ZAINO DELL’INSEGNANTE

Un nuovo anno scolastico: una nuova avventura fatta di incontri, esperienze, scoperte, difficoltà e traguardi…

di Melissa Paoli

Tra pochi giorni suonerà la prima campanella. Per studenti, insegnanti e genitori inizierà un nuovo anno scolastico, una nuova avventura fatta di incontri, esperienze, scoperte, difficoltà e traguardi.

È il momento di preparare lo zaino!

Di solito nello zaino mettiamo tutto ciò che ci serve per affrontare la giornata: l’astuccio, i libri, i quaderni, il diario… Ma, oltre agli oggetti materiali, che cosa sarebbe utile mettere nello zaino per affrontare un nuovo anno scolastico?

Se penso al mio zaino da insegnante, sicuramente la prima cosa che non dovrebbe mai mancare è l’empatia: la capacità di guardare i nostri alunni, cercare di comprenderli, ascoltarli davvero, accogliere le loro fragilità e riconoscere in ciascuno qualcosa di prezioso. Perché ogni bambino, ogni ragazzo e ogni ragazza possiede un talento, una capacità particolare, qualcosa che lo rende unico. Il compito dell’insegnante non dovrebbe essere soltanto quello di trasmettere conoscenze, ma anche quello di aiutare ciascuno a scoprire il bello che porta dentro di sé, accompagnandolo nel percorso necessario per farlo emergere e, un giorno, metterlo a disposizione degli altri: quella ricchezza che Dio gli ha donato. E allora, nello zaino, metterei anche la capacità di educare al bello.

I ragazzi hanno bisogno di riempire i propri occhi di bellezza: un’opera d’arte, un paesaggio, il cielo che cambia colore al tramonto, il canto di un uccello, un albero che cambia con le stagioni. Semplici scorci di vita reale, eppure capaci di suscitare meraviglia.

Educare alla bellezza significa anche educare alla meraviglia, restituire ai bambini e ai ragazzi la possibilità di fermarsi davanti a qualcosa e pensare: “Che meraviglia!”

Oggi, forse, abbiamo perso un po’ questa capacità. La tecnologia ci permette di vedere praticamente tutto con un semplice clic, ma vedere un’immagine sullo schermo non è la stessa cosa che trovarsi davanti alla realtà. Per questo credo che la scuola debba aiutare i ragazzi a desiderare l’esperienza reale: uscire, osservare, esplorare, ascoltare, ed emozionarsi. Tutto questo per vivere pienamente la propria vita e alimentare un profondo senso di gratitudine verso Dio, che ci ha lasciato il segno del suo immenso amore nella bellezza del creato, come ci ricorda San Francesco d’Assisi e come canta in “Fratello sole e sorella luna”.

E allora, accanto all’empatia e alla bellezza, aggiungerei nello zaino un’altra parola fondamentale: il bene.

Il bene come capacità di stare bene a scuola, di fare del bene, di portarlo agli altri, ma anche di imparare a distinguere il bene dal male.

È necessaria una costante educazione delle coscienze, perché la libertà non consiste semplicemente nel poter scegliere, ma anche nel diventare capaci di riconoscere il bene e orientarsi verso di esso, imparando progressivamente a rifiutare il male.

Su questo tema trovo ancora straordinariamente attuale l’intuizione educativa di Don Giovanni Bosco e il suo Sistema Preventivo, fondato su ragione, religione e amorevolezza.

Don Bosco comprese che educare significa prima di tutto esserci: accompagnare i giovani, conoscerli, voler loro bene, creare un ambiente nel quale possano sentirsi accolti e, proprio per questo, imparare gradualmente a scegliere il bene. Non è forse questo uno dei compiti più belli e più difficili dell’insegnante? Formare persone migliori per un futuro migliore.

Lo zaino dell’insegnante, a questo punto, sembra davvero impegnativo. Ma il Signore non ci lascia mai soli e, attraverso la preghiera e la vicinanza a Lui nei sacramenti, lo zaino diventa più leggero. Per me, la preghiera è stata spesso il modo per affidare a Gesù ciò che non riuscivo a portare da sola: le difficoltà in classe, le incomprensioni, le persone che mi erano state affidate e anche le mie fragilità.

E così, guardando il mio zaino all’inizio di questo nuovo anno scolastico, penso che non sia poi così importante quanto sarà pesante. Perché ho imparato che non devo portarlo da sola. Con Gesù e con la nostra Mamma Celeste tutto diventa più leggero.

Forse la scuola è proprio questo: un viaggio che facciamo insieme, nel quale impariamo gli uni dagli altri e ogni giorno possiamo seminare qualcosa di buono nel cuore di chi incontriamo e di conseguenza allargare il nostro cuore.

Buon nuovo anno scolastico a tutti!

Che il nostro zaino possa essere pieno di tutto ciò che serve non soltanto per insegnare, ma per educare e amare.

 

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