Pillole di SpiritualiTà
Il tuo lavoro dev'essere orazione personale, deve trasformarsi in una splendida conversazione con il nostro Padre celeste. (San Josemaría Escrivà)
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"O Chiave di Davide, che apri le porte del Regno dei cieli: vieni, e libera l’uomo prigioniero che giace nelle tenebre"
di Sr. Giacinta Magnanimi icms
Oggi Gesù è invocato come “Chiave di Davide”, perché è Colui che apre l’accesso alla vita vera, attraverso la sua Incarnazione.
Chi possiede le chiavi di una casa ne è il Padrone, e la “casa di Davide” è simbolo della Chiesa.
Tutta la vita di Gesù è stata offerta per la Redenzione dell’uomo, dalla nascita fino alla morte, ma il termine “chiave” ci riporta al momento culminante della Passione. La croce è la chiave di Davide, perché è proprio attraverso di essa che Gesù ci ha aperto la porta del Paradiso.
Ormai prossimi al Natale, posiamo il nostro sguardo sull’umile grotta di Betlemme, dove vediamo Gesù, piccolo Bambino, Dio che prende la nostra carne mortale; ma, allo stesso tempo, la liturgia di oggi ci fa andare con il cuore e con la mente all’offerta culminante della sua stessa vita, perché Gesù è Colui che nasce, muore e patisce per noi, per poi risorgere e donarci la Sua Vita Divina.
È questo il mistero che ci libera dalle tenebre. Sta a noi lasciarci raggiungere da questa luce che ci illumina e ci riscalda, per poter meglio vedere noi stessi in Dio e corrispondere all’Amore con il nostro amore.
Ma, per realizzare tutto ciò, la porta del nostro cuore dobbiamo aprirla noi. Gesù è la chiave, ma non fa nulla senza il nostro consenso!
Lasciamoci guidare da Maria Santissima. Lei, che ha avuto sempre il Cuore aperto alla grazia, ci insegni a essere attenti alla Luce di Dio, per poterlo riamare con tutto noi stessi in questa vita e poi, con gioia, trovare spalancata per noi la porta del Paradiso, dove lo adoreremo con gli Angeli e con i nostri fratelli santi, per tutta l’eternità.
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Il tuo lavoro dev'essere orazione personale, deve trasformarsi in una splendida conversazione con il nostro Padre celeste. (San Josemaría Escrivà)