Pillole di SpiritualiTà
Il tuo lavoro dev'essere orazione personale, deve trasformarsi in una splendida conversazione con il nostro Padre celeste. (San Josemaría Escrivà)
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“O Re delle genti, desiderato da esse, pietra angolare che fai di due un’unica cosa: vieni e salva l’uomo che hai plasmato dall'argilla”
di Fr. Paolo Li Calzi icms
“O Re delle genti, desiderato da esse, pietra angolare che fai di due un’unica cosa:
vieni e salva l’uomo che hai plasmato dall'argilla”
In poche righe, la liturgia concentra tutto il mistero della Salvezza, che si nasconde nel Natale. Quel Bambino che nasce, che il popolo eletto e tutta l’umanità desidera, è il Re delle genti.
Ma non un re di questo mondo, uno che esercita il potere per governare o arricchirsi… non è un potente, come siamo abituati a vedere nei libri di storia o di quelli che occupano gli scanni più prestigiosi nei nostri tempi.
È la pietra angolare, su cui si regge tutta la casa; è la chiave di volta, che unisce e tiene salde la due metà di un arco. È il Re che ci eleva al suo rango; che non sta in alto, a guardare se e che cosa sbagliamo: preferisce scendere in strada Lui, per darci una mano, per aiutarci a compiere il bene; è Uno che ci chiama per nome, che ci porta nel suo palazzo e ci chiama figli e fratelli.
Ma la parte più bella è la conclusione dell’Antifona. Perché ci porta in alto, ci fa suoi simili, ma senza mai farci dimenticare che siamo fatti di “argilla” e che è Lui ad averci plasmati.
Non dimentichiamo, in questo Natale, che non siamo noi il centro di tutto, che non siamo noi ad essere festeggiati, che non è la festa di chi si ritrova semplicemente per stare insieme… ma è la festa del nostro Re, che è venuto a salvarci e che ci fa come Lui, se glene diamo la possibilità.
Prepariamoci, abbracciando la nostra debolezza e donandola al solo Re che sa trasformarla, con la sua Grazia, in qualcosa di meraviglioso; che sa farla diventare gioia di figli e fratelli, dell’unico Re Bambino, nato per noi in una grotta.
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