Pillole di SpiritualiTà
Dio ha nascosto nella sua parola tutti i tesori, perché ciascuno di noi trovi una ricchezza in ciò che contempla. (Sant'Efrem)
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dagli scritti del Venerabile Fulton Sheen
In un universo morale, la salvezza dell’anima non si ottiene assumendo una posizione neutrale nel conflitto fra il bene ed il male, ma solo con la scelta consapevole di amare Dio sopra ogni cosa. Ci sono vari modi per amare Dio e, fra questi, due meritano una speciale menzione. Uno è quello di cercare l’amore di Dio attraverso il Divino: questa è la via della vita religiosa; l’altro è quello di cercare Dio per mezzo dell’umano: questa è la via del matrimonio. Qui tratterò della prima via in cui anime scelte, come falene, si gettano nella fiamma per esservi consumate dall’Amore, purtuttavia continuando a vivere in esso. Per comprendere adeguatamente questa condizione occorre considerare due punti importanti. Il primo è che tutti nel mondo sono alla ricerca non dell’amore che appartiene alla terra, ma dell’amore che appartiene a Dio. Il secondo punto è che il religioso cerca di raggiungerlo direttamente, mediante la purezza. La vita religiosa può essere definita come la ricerca dell’amore di Dio per mezzo della verginità consacrata o castità perfetta, che qui chiameremo semplicemente “purezza”.
Il cuore d’ogni uomo anela all’amore di Dio, anche quando sembra amare altre realtà amabili. […] nessun uomo ha mai trovato qui sulla terra una realtà che potesse pienamente soddisfare la sua capacità di amare. C’è qualcosa di eterno in questa ricerca d’amore, perché l’uomo non può amare nulla se non considerandolo eterno. […]
Queste considerazioni ci conducono all’essenza della vita religiosa che non è la ricerca indiretta del Divino attraverso l’umano, ma la ricerca diretta del Divino attraverso la purezza. La ragione della scelta di questo mezzo sta nel fatto che essa, più di ogni altra cosa al mondo, consente di amare Dio. La purezza è il sacrestano dell’anima innamorata di Dio. Quanto poco il mondo moderno, intossicato dal gergo selvaggio del sesso, comprende il significato profondamente spirituale della purezza! C’è chi la deride e la considera qualcosa di negativo, […]. Al contrario, la purezza è qualcosa di positivo. […] partecipazione al sublime, a qualcosa che arde e consuma, come fu per il Piccolo Fiore, Santa Teresa di Lisieux. La purezza non è disgusto, schizzinoso o isterico, ma riverenza per Dio e la Sua creazione, che non accetta nulla di incompatibile con la luce di santità risplendente su di noi dal Volto di Gesù. La purezza non è neppure cecità nei confronti della bellezza, ma contemplazione dell’ineffabile Bellezza Divina, accessibile solo ai puri di cuore. Il suo modello è la più pura delle vergini, la Beata Vergine Maria, che ha sempre prediletto lo stato verginale. [..]
[…] La purezza è una virtù che gioisce della preziosità del bocciolo non schiuso. A quelle menti moderne, che la considerano come qualcosa di congelato e sterile, si dovrebbe ricordare che nel cuore del bocciolo della rosa più rossa, può regnare la purezza più candida.
Sebbene molte menti siano disposte ad ammettere che il cuore dell’uomo ha come fine Dio, molte però non ammettono che Esso possa essere raggiunto direttamente; quindi rimangono perplesse quando dei giovani ragazzi, nel pieno della fioritura della loro vita, abbandonano le luci ed il fascino del mondo per l’oscurità e le prove all’ombra della Croce, dove si formano i santi. Tanti trovano ragionevole che il cuore dell’uomo stringa un legame d’amore passeggero, ma non possono concepire che tale vincolo sia radicato in un amore eterno. Ammettono che la gioventù possa amare le creature amabili, ma non che possa amare l’Amore. Comprendono rapidamente perché l’affetto dovrebbe essere diretto verso un oggetto che l’età corrode e da cui la morte ci separa, ma non riescono a cogliere il significato di un affetto verso ciò che la morte rende più intimo e presente. Possono capire il motivo per cui un cuore umano dovrebbe amare la scintilla, ma non quello per cui dovrebbe amare la Fiamma! Perché non ci dovrebbero essere nel mondo cuori come quello di Sant’Agnese che prima del suo martirio, quando le fu presentato un amore terreno, poté dire: “A questo mondo ed a tutti i suoi orpelli preferisco l’amore di Gesù Cristo, mio Signore, che ho conosciuto, amato, a cui ho creduto, scegliendolo come mio unico amore”?
Poiché il valore di ogni dono è maggiore se è destinato soltanto a colui che lo riceve, se è unico ed esclusivo, per quale motivo non dovrebbero esistere giovani uomini e donne che si offrano interamente al servizio di Dio? Perché non dovrebbero esserci cuori così innamorati di Dio da erigere una barriera attorno a sé non per escludere se stessi dal mondo, ma per escludere il mondo da se stessi? Perché non dovrebbero esistere Marie e Maddalene ai piedi del Crocifisso in questo secolo, così come ce ne furono nel primo secolo? Per quale ragione non dovrebbero esistere cuori per cui l’amore di Dio è il primo amore ed anche l’ultimo? Perché non dovrebbero esserci rose nel giardino di Dio?
In un giardino terreno c’è una rosa terrena, con accanto altre rose che formano la sua famiglia; ha un padre e una madre, fratelli e sorelle, ha speranze ed aspirazioni per il futuro e per la sua discendenza, gioisce e soffre, sorride al sole e versa lacrime nella pioggia. Nel giardino compare la mano di un uomo che coglie la rosa e ne distrugge la vita. La rosa ha una vita e il diritto di viverla, eppure non viene commessa alcuna ingiustizia né un omicidio, perché la mano dell’uomo è superiore alla rosa in termini di dignità e valore, quindi può coglierla e usarla per i suoi dolci scopi. Questo si verifica anche nel giardino della famiglia umana, dove la giovane rosa è una persona che ha un padre e una madre, fratelli, sorelle e amici; ha delle speranze e aspirazioni per il futuro, le proprie risate e lacrime nelle liete e tristi vicende della vita.
Dall’alto dei cieli giunge la Mano del Giardiniere Eterno che coglie la giovane rosa e ne distrugge la vita, per quanto riguarda il suo contesto umano. Anche questo giovane, uomo o donna che sia, ha una vita e il diritto di viverla. Ma, perfino in questo caso, non viene commessa nessuna ingiustizia né un omicidio, perché come la mano umana è superiore alla rosa terrena, così la Mano di Dio è superiore all’anima dell’uomo ed Egli può servirsene per i Suoi scopi, che sono sempre dolci.
Ci si può chiedere, però, che beneficio ne ricavi la povera rosa colta nel giardino terreno, posta in un vaso di cristallo, con l’acqua rinnovata giorno per giorno. Accarezzata, forse baciata o messa accanto al tabernacolo, godendo un privilegio simile a quello che ebbe San Giovanni quando appoggiò la testa sul petto del Nostro Signore Eucaristico. La vita della rosa nel giardino è stata abbreviata, ma che vita meravigliosa inizia ora per lei con l’uomo che l’ha colta! Allo stesso modo, quando Dio coglie un giovane cuore nel giardino della famiglia umana, lo pone nel vaso di cristallo della Sua Chiesa, vi versa ogni giorno l’acqua della grazia santificante, lo accarezza con le mani dei santi e della Beata Vergine Maria, e lo unisce al Cuore di Cristo nella Comunione quotidiana. La sua vita umana è stata certamente abbreviata, ma che vita splendida inizia ora a condurre con Dio!
(Fulton J. Sheen, da “Il Regno di Dio è una sfida”)
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