Pillole di SpiritualiTà
Il tuo lavoro dev'essere orazione personale, deve trasformarsi in una splendida conversazione con il nostro Padre celeste. (San Josemaría Escrivà)
NEWS
Il Natale è l’evento che ha cambiato la storia dell’umanità, in modo unico e singolare: l’Eterno entra nel tempo, il Creatore si fa creatura. Dio “ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio” (Gv 3,16). Il Figlio di Dio, assumendo la nostra natura umana, si annichilisce, si abbassa fino a terra per elevare noi a Lui, attraverso la vita della grazia, e per sollevare il genere umano, caduto nel fango del peccato. Assume la nostra natura per renderci partecipi della sua natura divina e indicarci la via per il Cielo, che è la via dell’amore. Siamo nati per il Cielo, per questo il Re del Cielo è disceso fino a noi.
Il Cristianesimo è cammino di santificazione, è penetrare nell’umiltà di questo Bambino, che si fa piccolo per farci grandi nell’amore, donandoci se stesso, affinché possiamo vivere con Lui, per Lui e in Lui. Viene nella povertà; non ha nulla, eppure ha tutto: anzi, è il Tutto, senza il quale nulla sarebbe. Si è fatto povero, perché noi potessimo diventare ricchi del suo amore.
Il mistero del Natale trova il suo prolungamento nella presenza reale e sacramentale di Gesù nell’Eucarestia: l’Incarnazione porta in sé un’impronta spiccatamente eucaristica. In ogni Messa, sull’altare, al momento della consacrazione, il mistero dell’Incarnazione si riattualizza e attende la nostra personale adorazione. Prostrati, davanti all’adorabile Sacramento dell’Eucarestia, riviviamo quella prima Adorazione eucaristica che si è realizzate 2000 anni fa, nella povera grotta di Betlemme.
Il Natale ci dice che la nostra vita spirituale diventa veramente feconda quando siamo in ginocchio davanti all’Eucarestia: è lì che affonda la radice della nostra piena e reale appartenenza a Gesù Cristo. Noi possiamo stare “in piedi” solo quando stiamo “in ginocchio”, in Adorazione, perché, se l’Eucarestia è tutto, è anche tremendamente vero: o l’Eucarestia o il nulla.
L’Eucarestia è il Cielo di Dio sulla Terra e nel Natale, il Figlio di Dio, discende in mezzo a noi per rimanere sempre con noi sino alla fine del mondo.
Nel nascondimento: Gesù nel Natale è venuto nel nascondimento e rimane tale sotto le specie eucaristiche. Qui ci attende per comunicarci la ricchezza del suo infinito amore.
Nell’umiltà più profonda: e tale rimane, attraverso la sua presenza reale nell’Eucarestia, dove si abbassa consegnandosi a noi, perché noi potessimo innalzarci fino a Lui. Per questo occorre, da parte nostra, la pratica della virtù dell’umiltà, perché Dio “si rivela ai piccoli” (Mt 11, 25-30).
Nel silenzio di quella Santa Notte: e in silenzio rimane nei nostri Tabernacoli. Ma il silenzio di Gesù è paradossalmente un silenzio che parla a noi con la Sua stessa Presenza.
Gesù, dunque, nel Natale, viene alla luce e porta “la Luce” stessa che è Lui. Il profeta Isaia aveva preannunciato: “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; su coloro che camminavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Is 9,1). L’Apostolo Giovanni ribadisce nel suo “Prologo”: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo” (Gv 1,9).
Abbiamo bisogno di essere illuminati da questa Luce, per camminare nella luce della sua grazia e della sua misericordia, permettendo a Gesù Bambino di parlare al nostro cuore, perché sia riscaldato e convertito dal suo amore, che non tramonta mai.
Prostriamoci in profonda adorazione, imitando gli atteggiamenti interiori del Cuore Immacolato di Maria. Lei ha vissuto in modo sublime l’Avvento di Cristo, già a partire dall’Annunciazione: il suo “sì” ha permesso che si realizzasse il Mistero dell’Incarnazione nel suo Cuore Immacolato. Ella “serbava nel suo Cuore tutte queste cose, meditandole” (Lc 2,19).
Lo partorisce verginalmente, lo avvolge in povere fasce, lo pone sulla mangiatoia e lo contempla, come Verbo di Dio fatto carne. Le profezie si compiono: “La vergine concepirà, partorirà un figlio che chiamerà Emmanuele” (Is 7,14). Il Cuore Immacolato è stato la vera culla di Dio, dove Gesù Bambino è stato custodito e adorato, per essere poi donato a tutto il mondo.
Accogliamo, nella nostra vita, questo Neonato, che è il Re e il Centro dell’Universo. Come direbbe S. Pio da Pietrelcina: “Gesù Bambino possa infiorare il tuo cuore di ogni virtù”.
Tratto dal Maria di Fatima - dicembre 2023
XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 14 giugno 2026 – ANNO A
“Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, li mandò”
13 GIUGNO: il testo dell'Apparizione e il S. Rosario meditato
«Il Mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e il cammino che ti condurrà fino a Dio»
Due Cuori in uno
I Sacri Cuori di Gesù e di Maria
Sulle orme di Cristo
Testimonianza di uno dei nostri novizi
Con una piccola donazione puoi riaccendere la speranza di uomini, donne e bambini in Brasile e, anche in Italia...
La Rivista ufficiale della
Famiglia del Cuore Immacolato di Maria
Il tuo lavoro dev'essere orazione personale, deve trasformarsi in una splendida conversazione con il nostro Padre celeste. (San Josemaría Escrivà)