Pillole di SpiritualiTà
Santissima trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo Vi adoro profondamente. (dalle Memorie di suor Lucia)
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Nell’attesa dello Spirito
di Sr. M. Camilla Pusterla icms
Gesù disse a Nicodemo: “Se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio”. Nicodemo gli rispose: “Come può un uomo nascere quado è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?” (Gv3, 3-4).
Le parole di Nicodemo, a primo impatto, potrebbero sembrare assurde e superficiali; eppure, se ci riflettiamo, racchiudono una grande verità: per nascere abbiamo bisogno di un padre e di una madre, abbiamo bisogno di un grembo che ci accolga, che ci formi e che ci generi alla vita. Questo è ciò che Dio ha stabilito e nemmeno Lui ha voluto sottrarsene, tanto che il Verbo di Dio si fece carne per mezzo dello Spirito Santo nel seno di una Donna, la Vergine Maria.
Ha ragione, allora, Nicodemo nel reclamare una madre per poter “nascere dall’alto”. Abbiamo bisogno di una mamma per nascere. Ed è nell’ottica di questa missione che Gesù dice dall’alto della croce: “Donna, ecco tuo figlio” (Gv 19,26). Gesù dona come Madre a Giovanni la Vergine Maria e in Giovanni è rappresentato ciascuno di noi: Maria è quella Madre che ci permette di nascere dall’alto; Maria è quella Madre che ci accoglie nel Suo grembo e che ci plasma a somiglianza di Suo Figlio, facendoci crescere nell’esercizio delle virtù, che ci portano a vivere una “vita di Cielo”, una vita d’Amore, pur vivendo ancora su questa terra.
Questa è la maternità di Maria nei confronti dell’umanità, maternità che è indispensabile per la vita della Chiesa.
L’intervento materno di Maria è fondamentale per la Chiesa, fin dai suoi inizi. Lo vediamo guardando il ruolo che la Madonna ebbe per gli apostoli subito dopo la morte di Gesù. Essi si riunirono con Maria nel cenacolo. Colei che aveva plasmato ed educato il Cuore Misericordioso del Figlio di Dio, diventa strumento di Misericordia per tutti quei discepoli che, presi dalla paura, avevano rinnegato e abbandonato il Maestro nel momento della prova. L’amore materno di Maria li aiuta a superare i sensi di colpa e a ricominciare a credere che veramente Gesù è il Messia, venuto nel mondo per liberarlo dal giogo del peccato. Maria accoglie intorno a sé quei figli che Gesù le aveva donato dall’alto della croce e che Lei, con il Suo “fiat”, aveva già accolto nel Suo Cuore di Madre. E lì, nel cenacolo, li guida nella preghiera.
La preghiera è l’incontro del nostro cuore umano con il Cuore di Dio. La presenza di Maria Santissima è calamita per lo Spirito Santo, Suo Sposo, e ciò permette agli apostoli di vivere quell’incontro con Dio in modo forte: lo Spirito Santo scende su di loro sotto forma di colomba, di vento, di rombo e di lingue di fuoco.
Il Cuore materno della Vergine è la Porta della Pentecoste. Lo Spirito Santo scende sugli Apostoli e li fa “rinascere dall’alto” (Gv3,7); la Vita stessa di Dio entra negli Apostoli, adempiendo alla promessa che Dio aveva fatto a Ezechiele: “Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne”. (Ez36,26)
L’intervento materno di Maria continua ad essere fondamentale per la vita della Chiesa, come lo è stato fin dai Suoi inizi. Che cosa ha spinto gli Apostoli a radunarsi attorno a Lei, attendendo da Dio lo Spirito Santo promesso, che li avrebbe fatti rinascere dall’alto? La fiducia. Gli Apostoli riposero tutta la loro fiducia in Colei che era stata donata a loro come Madre da Gesù, come se Ella fosse l’ultima e preziosa eredità che il Signore desiderava lasciare prima della Sua morte.
Seguiamo anche noi l’esempio degli Apostoli, cerchiamo nelle nostre vite e nelle nostre giornate dei momenti in cui stringerci al Cuore di questa Mamma nel raccoglimento e nella preghiera, affinché Ella attiri su di noi la Presenza dello Spirito Santo, che continuamente ci converte a vita nuova e fa di noi una testimonianza d’Amore vero e concreto per tutti coloro che ci stanno accanto.
Una Madre per “rinascere dall’alto”
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