Pillole di SpiritualiTà
Mio Dio! Io credo, adoro, spero e Vi amo. (dalle Memorie di suor Lucia)
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Io sono la via, la verità e la vita
Vangelo
“Io sono la via, la verità e la vita”
+ Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 14,1-12)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando andrò e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se mi avete conosciuto, avete conosciuto anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre».
Parola del Signore
Spunti di riflessione
In questa quinta domenica di Pasqua il Vangelo di Giovanni ci riporta all’ultima Cena del divino Maestro con i Suoi discepoli. Gesù “profondamente turbato” dichiara: “In verità, in verità Io vi dico: uno di voi mi tradirà” (Gv 13, 21). Ha appena lavato i piedi ai Dodici, nella piena consapevolezza di ogni suo atto, mentre loro sembrano non capire fino in fondo quello che sta avvenendo, nemmeno quando Gesù svela chi sarà il traditore e Giuda se ne va dal Cenacolo, per attuare il suo piano. “Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte” (Gv 13, 30).
Il buio di quella notte enigmatica si infittisce ancora di più nel cuore di quel piccolo gruppo di uomini, riuniti alla stessa tavola, quando il Signore, appena Giuda è uscito, aggiunge: “Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado Io, voi non potete venire” (Gv 13, 33). Allora Pietro, sconvolto, chiede spiegazioni, promettendo che darà la vita per Gesù; ma la risposta che riceve è dura e inequivocabile: “Darai la tua vita per Me? In verità, in verità Io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte” (Gv 13, 38).
È in questo contesto drammatico, com’è drammatico l’estremo saluto di ogni uomo ai suoi su questa povera terra, che sentiamo pronunciare queste stupende parole, che escono da un Cuore pienamente divino e umano: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in Me. Nella casa del Padre Mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: «Vado a prepararvi un posto?» Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con Me, perché dove sono Io siate anche voi. E del luogo dove Io vado, conoscete la via” (Gv 14, 1-4).
La via è proprio Gesù, che dice a Tommaso: “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di Me” (Gv 14, 6). Segue poi la domanda a Filippo: “Non credi che Io sono nel Padre e il Padre è in Me?”, con la quale il Signore sembra chiedere anche a noi se davvero crediamo che è Lui “la Via, la Verità e la Vita” (Gv 14, 6) e che solo se siamo in Lui, che ci ha redenti con la Sua Passione, Morte e Resurrezione, siamo nella gioia piena.
Lo sappiamo: per mezzo di Cristo possiamo vivere della Grazia, ossia della vita della Santissima Trinità, che ci è data attraverso i Sacramenti e che possiamo perdere nella nostra estrema debolezza, che ci inclina a cedere in ogni momento, tradendo così il Suo Amore. Per questo la Chiesa supplica, nel rito della Messa: “Liberaci, o Signore, da tutti i mali, concedi la pace ai nostri giorni, e con l’aiuto della tua misericordia vivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell’attesa che si compia la beata speranza…” (dal “Messale Romano”, riti di Comunione). E ancora, così prega il celebrante prima di ricevere la S. Comunione: “Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, che per volontà del Padre e con l’opera dello Spirito Santo morendo hai dato la vita al mondo, per il Santo Mistero del Tuo Corpo e del Tuo Sangue liberami da ogni colpa e da ogni male, fa che sia sempre fedele alla Tua Legge e non sia mai separato da Te” (dal “Messale Romano”, riti di Comunione).
Quale altra preoccupazione potrebbe avere un cristiano se non quella di perdere il suo Dio e il suo tutto? Con quanta leggerezza possiamo mettere in pericolo la nostra anima? Quant’è difficile saper discernere il bene dal male e vivere in un’autentica rettitudine di coscienza, che segua in ogni momento la Via!
Ascoltiamo l’invito che l’Angelo fece ai tre Pastorelli nella primavera del 1916: “Non abbiate paura! Sono l’Angelo della Pace. Pregate con me. Mio Dio! Io credo, adoro, spero e Vi amo. Vi chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano”.
Unendoci costantemente a Dio nella preghiera, permetteremo alla Santissima Trinità di venire in noi e di compiere liberamente nella nostra anima il trionfo della Grazia, come nel Cuore della Vergine Maria.
Offriamo al Signore ciò che ci turba e abbandoniamoci con fiducia al Suo volere in ogni momento, certi che la nostra debolezza mortale non sarà mai più forte della Sua onnipotenza eterna.
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